San Marino. Governo sempre più solo, anche Anis scende in campo a fianco di Asset Banca: “Diritto di proprietà è sacro. Perché Bcsm non parla con le banche?”

L’Associazione Nazionale Industria San Marino ha incontrato a più riprese i rappresentanti del Governo, della
maggioranza, delle opposizioni e delle altre parti sociali per condividere la grande preoccupazione per la
sempre più grave situazione del sistema bancario. Ma anche per capire qual è, e se c’è, un porto sicuro verso
il quale il Governo sta dirigendo il Paese.
Purtroppo, la non chiarezza del progetto perseguito dal Governo non aiuta in questo delicato momento. Un
momento in cui le denigranti notizie che periodicamente appaiono sui quotidiani locali, sui giornali italiani e
perfino sulle agenzie di stampa, che descrivono il sistema bancario e finanziario sull’orlo del fallimento,
stanno alimentando sfiducia nei correntisti e disorientamento negli imprenditori. Inoltre, dato ancora più
preoccupante, cresce la diffidenza degli investitori.
Diffidenza, unita alla preoccupazione suddetta, che inizia ad avere anche la nostra Associazione: non fosse
altro perché da mesi assistiamo ad atti e dichiarazioni contradditori.
Perché Banca Centrale resta chiusa in se stessa e non dialoga con ABS e con gli istituti di credito?
Abbiamo tutto il diritto di sapere cosa stanno facendo il Governo e Banca Centrale.
Per quanto riguarda Asset Banca, se da un lato non abbiamo elementi per giudicare ciò che è stato fatto,
dall’altro lato, però, non possiamo esimerci dall’intervenire per difendere il sacro diritto della proprietà, che in
questo caso appare dimenticato, e per evidenziare che le decisioni prese sono contrarie a una logica di
salvataggio della banca. Senza dimenticare che il passaggio – forzato – in Cassa di Risparmio pone anche
quest’ultima nelle stesse condizioni della prima: quali che fossero i problemi di Asset Banca, ora li avrà anche
la Cassa. Anzi, li avrà lo Stato che, ricordiamo, è il Socio di maggioranza al momento.
E qui si pone una domanda fondamentale: come si sosterrà il rifinanziamento del sistema? Sicuramente come
Associazione diciamo no al debito estero e no all’utilizzo dei fondi pensione.
La nostra proposta era ed è quella che adotterebbe qualsiasi impresa: il debito va pianificato e nello stesso
tempo va costruito un piano di risanamento sostenibile. Un piano che sia davvero credibile, perché
nell’immediato occorre interrompere la fuoriuscita di capitali, ripristinando un clima di fiducia. Allo stesso
tempo questo piano, attraverso interventi normativi e nuovi accordi internazionali per il rilancio del sistema,
deve garantire la possibilità e la legittimità di operare anche sui mercati esteri e di attrarre nuovi capitali e
clienti.
Soprattutto un piano che sia condiviso da tutte le parti sociali, perché solo questo potrà portare al risultato di
avere finalmente un sistema bancario e finanziario solido, al servizio di cittadini ed imprese, per uno sviluppo
forte di economia ed occupazione.
San Marino, 9 giugno 2017

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