San Marino. Grana targhe sembra irrisolvibile

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Di risultati concreti ne sono stati portati a casa pochi, anzi zero. Parliamo del caso targhe che da alcuni mesi sta tenendo in scacco San Marino. Un problema non da poco che le forze di opposizione hanno deciso di porre al centro anche durante la seduta della Commissione Esteri della scorsa settimana chiedendo la votazione di un odg che impegnasse la segreteria agli esteri a muoversi immediatamente per dipanare la questione targhe. Votazione che tuttavia si è deciso di far slittare alla prossima seduta, verosimilmente non prima di un mese. Nel frattempo anche la stampa internazionale ha preso a occuparsi con insistenza di dar conto di una legge da più parti ritenuta illogica. Non si capisce allora come mai la politica estera di San Marino non abbia trovato il modo di porvi rimedio tramite i buonissimi contatti che continua a dire di avere. Per il capogruppo di Rete Gian Matteo Zeppa, la risposta non può essere che una: “la politica estera non esiste”. Il quotidiano la Repubblica Motori ha scritto: “Si è parlato di “pacchia finita” per chi circola con le targhe estere in Italia, ma – a parte il caos iniziale legato ai 60 giorni di entrata in vigore della norma – ora è scoppiata una nuova grana, sembra irrisolvibile, legata ai cittadini che risiedono a San Marino, ai diplomatici, ai militari che lavorano “all’estero” ma hanno l’obbligo di risiedere in Italia. Anche loro, infatti, incappano nella nuova norma e sono passibili di sanzione amministrativa che va da 712 euro in su e una volta fermati, dovranno sottostare all’obbligo di regolarizzare la targa entro 180 giorni, tempo nel quale il veicolo sarà tenuto in deposito. Scaduto questo termine di 6 mesi scatterà poi la confisca. Senza pietà e senza nessuna logica visto che queste targhe speciali sono regolamentate da una legislazione speciale, non prevista dalla nuova norma “scova furbetti”. Evidentemente la portata del problema è più grande di come la vede il consigliere di Civico10 Jader Tosi che in commissione esteri avrebbe detto – è stato Zeppa a riferirlo – che la questione avrebbe una casistica limitata. Intanto è stato sempre Zeppa a rimarcare di aver appreso la mattina della commissione di tre aziende che si sarebbero viste sequestrare i mezzi. Se chi guida il governo ha la visione limitata e non ha ancora messo a fuoco il problema, il rischio è che una soluzione non arrivi mai. Il nostro giornale dal canto suo ha messo in evidenza con articoli e interviste che i casi non sono affatto limitati, fosse poi anche il problema di un solo cittadino, non sarebbe comunque urgente intervenire? La settimana scorsa davamo conto su queste pagine del grave disagio vissuto da una figlia residente in Italia che ha acquistato un’auto per poter trasportare il papà, un sammarinese disabile, intestandogli il mezzo e il finanziamento. Un’auto che oggi però non le è più permesso di guidare con tutti i disagi che ciò comporta. Che urge una soluzione lo sanno tutti, sul perché non arrivi bisognerebbe cominciare seriamente a interrogarsi.

Repubblica Sm

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