Come mai una Banca considerata in salute dalla stessa Vigilanza solo qualche mese prima ora è sull’orlo del collasso che viene evitato solo grazie al congelamento, di depositi e risparmi di cittadini e società. “Su questo gradirei una risposta esaustiva” – ha detto Capicchioni che ha continuato – “Sembra che si vogliano evidenziare inefficienze e nefandezze con lo scopo di congelare e forse commissariare direttamente certi soggetti, per avere liquidità disponibile per far fronte alla situazione di Bcs”. La risposta arriva direttamente da Gumina che sgombera subito il campo confermando come la proposta dell’investitore italiano su Bcs c’è stata, ma poi si è dissociato “perché Bcsm non poteva accettare certe presenze”, riferendosi ovviamente al fatto che il gruppo Trony voloesse farsi rappresentare nella trattativa dalla Bartolini, direttrice di Fidens, non gradita a Banca Centrale. Molto interessante la risposta anche relativa al famoso bonifico da un milione di euro: “Sul bonifico da Bcs – afferma Gumina – è arrivata una lettera sul mio tavolo a segnalarmi il problema. Ho fatto presente di rivolgersi a Gemma, ma non ho autorizzato nulla”. Il presupposto che ci sia stato un conflitto fra Gemma e Gumina trova conferma e denota come quel bonifico rappresenti una vera e propria spina nel fianco. (…) La Tribuna











