La propaganda del governo Sammarinese continua a indicare la Bulgaria come il principale ostacolo all’accordo di associazione con l’UE. Una scelta che, più che casuale, sembra quasi studiata: usare “i bulgari” come capro espiatorio – anche alla luce di note vicende di cronaca – suona come una sottile operazione di psicologia inversa.
Ma i numeri del voto al Parlamento Europeo raccontano un’altra storia. La risoluzione è passata con 552 sì, ma ci sono stati 24 no e soprattutto 75 astensioni. Un dato politico non marginale. Tra gli astenuti figurano eurodeputati appartenenti a gruppi che, sulla carta, siedono nella stessa famiglia europea dei partiti di governo di San Marino. Non è un voto contrario, certo. Ma neppure un’ovazione.
E le motivazioni, espresse nei dibattiti preparatori e nelle dichiarazioni di voto, non sono banali. Alcuni deputati hanno parlato di «necessità di ulteriori chiarimenti sull’impatto dell’allineamento automatico all’acquis comunitario», sottolineando che l’accordo comporta «un recepimento ampio e dinamico della normativa UE» che merita «garanzie politiche e istituzionali più solide».
Altri hanno richiamato «profili di sovranità e di equilibrio istituzionale», evidenziando che l’integrazione nel mercato interno implica «obblighi stringenti in materia di vigilanza finanziaria, concorrenza e aiuti di Stato», temi delicati per micro-Stati con sistemi peculiari. C’è poi chi ha parlato apertamente di «opportunità politica» e di «tempistiche da valutare con prudenza», spiegando l’astensione come «sostegno all’obiettivo, ma non al metodo o alla formulazione attuale».
Tradotto: non un complotto orchestrato da Sofia, ma un dibattito politico reale, trasversale e presente anche tra forze europee considerate “amiche”.
In sostanza, meno capri espiatori e più autocritica. Perché scegliere un nemico comodo può funzionare nella narrazione interna. Ma a Bruxelles – e a Strasburgo – i voti, anche quelli silenziosi, raccontano un’altra storia.
Comunicati stampa
Riassunto per elenchi puntati:
• Critica alla narrazione governativa: Il testo contesta l’uso della Bulgaria come alibi per le difficoltà dell’accordo UE.
• Focus sulle astensioni: Viene evidenziato che 75 astensioni, spesso da partiti “amici”, segnalano dubbi politici reali.
• Nodi tecnici: Le riserve riguardano l’impatto della normativa UE sulla sovranità e sul sistema economico di San Marino.
• Appello all’autocritica: L’analisi suggerisce di guardare ai dati politici di Bruxelles invece di cercare nemici esterni.












