Prende sempre più forza la voce di un’ipotetica cessione in blocco degli NPL di Carip ad una società specializzata nell’acquisto a prezzi stracciati di crediti non performanti.
Mercoledì 10 gennaio, o comunque a breve, si dovrebbe firmare l’accordo di cessione degli NPL Carisp proprio in Piazzetta del Titano
In questo caso a far gran gola, forse da sempre, sono i crediti deteriorati (?) legati alla vicenda Delta che molti ancora esattamente non riescono a quantificare l’ammontare.
E’ logico pensare che cedere i crediti non performanti determini un immediato impoverimento della banca a favore degli operatori che acquistano a prezzi stracciati, tantopiù che anche banche importanti, come Banca intesa, hanno sostenuto la validità della gestione cosiddetta in house, cioè il recupero del credito fatto internamente.
Non solo, ma recuperare i crediti in proprio esprime anche una scelta etica.
Infatti i cattivi pagatori delle banche dovranno fare i conti con chi i soldi li rivuole tutti, fino all’ultimo, e non chi ha comprato i crediti a prezzi stracciati e si accontenterebbe di poco. Ad esempio se compro ad un 7% del loro valore posso anche accontentarmi di un 15% o di un 20% ed il debitore è ben lieto di pagare e vedere stralciato, una volta per tutte, il suo debito!
Se poi a vendere è una banca di Stato, cosa che oramai è diventata Carisp – l’Hub finanziario dice il geniale Celli – , e a comprare è un soggetto estero il danno per San Marino diventa esponenziale: la ricchezza uscirebbe definitivamente dal Paese, con relativa perdita non solo di posti di lavoro.
Il conto per la perdita subita dalla banca pubblica lo pagherebbe lo Stato e con esso i suoi cittadini, attraverso maggiori tasse o riduzione dei più costosi servizi, come quelli in ambito sanitario ad esempio.
A guadagnarci sarebbero i soliti furbetti!
Se poi i prezzi di cessione dei crediti potrebbero essere uguali alle stime fatte da un consiglio di amministrazione dove magari qualcuno informava un Player del settore, allora il gioco è fatto. In tante realtà si chiamerebbe insider trading! A San Marino? Cosa aspetta la magistratura a fare chiarezza?
”A pensar male degli altri si fa peccato ma spesso ci si indovina”, diceva Andreotti! Anche perché caso vuole che l’ipotetica vendita degli Npl viene esattamente un giorno prima dell’udienza dei soci Asset di fronte al commissario della Legge Isabella Pasini.
Questo non vi ricorda qualcosa? tipo la LCA (Liquidazione Coatta Amministrativa) dell’Asset nel giorno stesso dell’udienza contro il commissariamento sempre di fronte al Giudice Pasini?
meditate gente, meditate…
Marco Severini – direttore ed editore