“Il Comitato Civico #RISPETTO interviene sulla presa di posizione del governo che intende negare il diritto parentale ai lavoratori frontalieri, giudicando l’azione alquanto grave perché contraria ad ogni principio contenuto nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Il congedo parentale, infatti, non è più un semplice PERMESSO di astensione dal lavoro che il datore di lavoro poteva concedere. Ciò è stato superato da tempo, per fortuna.
Oggi il potersi astenere dal lavoro rientra nella sfera dei DIRITTI del famigliare-lavoratore, senza distinzione di genere, a maggior ragione quando la motivazione verte sul sostegno a persone con disabilità o con patologie gravi.
La legislazione sammarinese, almeno dal 2003, s’è vista più volte modificata da interventi migliorativi sempre intesi quali pregiatissime forme di solidarietà nei riguardi della famiglia o comunque del nucleo familiare rispettato nella sua composizione, ma anche forme di solidarietà fra lavoratori; e sembrava una discreta legislazione. Non certo all’altezza di quelle vigenti nei Paesi del nord Europa, ma comunque apprezzabile, anche se sempre migliorabile. Ma nessuno s’aspettava di ascoltare, fino al recente intervento in Consiglio Grande e Generale del Segretario competente, che il diritto di assentarsi dal lavoro non viene riconosciuto a lavoratori frontalieri.
Inaccettabile.
Il Comitato Civico #RISPETTO chiede alla politica di intervenire al più presto sia per ristabilire la conformità ai contenuti delle Convenzioni e delle Dichiarazioni che si occupano dei Diritti Umani e dei Diritti delle Persone con Disabilita’ e sia per attestare al mondo che San Marino non è uno Stato provinciale e neppure votato a disattendere ciò che firma in campo internazionale”.
Il Comitato Civico #RISPETTO su Repubblica Sm