San Marino. Il futuro del Governo nelle mani del Psd, che è spaccato a metà.

sede PsdIl partito di via Rovellino e? spaccato a meta?: da un lato l’ala socialista, favorevole all’alleanza con la Dc, dall’altro, la parte democratica, molto piu? scettica.

Sono giorni decisivi questi per il futuro del Governo. Domani sera, infatti, tutte le forze politiche di maggioranza, compresa Ap, si riuniranno per analizzare l’attuale scenario politico, all’indomani dello strappo, non ancora digerito, di Alleanza popolare, e valutare che strada intraprendere.

Se accettare e condividere la proposta di Ap di un governo di unita? nazionale, ma i “ni?” sono gia? parecchi, o se traghettare temporaneamente il governo, concentrandosi prettamente sulle questioni urgenti, in particolare sulla Finanziaria, fino a nuove elezioni, che presumibilmente si svolgeranno o a novembre o all’inizio dell’anno nuovo. Nel secondo caso significa che in qualche modo, forse con l’aiuto di qualche forza politica di opposizione, il governo riuscirebbe a reggersi sulle proprie gambe.

Come abbiamo scritto nei giorni scorsi su queste pagine infatti Dc, Psd e Ns hanno in sostanza due possibilita?: ammettere che questo governo e? finito e andare al voto il prima possibile, indicativamente a novembre, oppure prendere tempo per fare la Finanziaria e pochi altri provvedimenti ritenuti indispensabili e andare a votare nei primi giorni del 2017. Ma questo secondo scenario necessita un patto di san- gue tra tutte le componenti delle tre forze politiche rimaste perche? con potrebbe reggere nuove defezioni.

Anche venerdi? si sono tenuti diversi incontri per ragionare sul da farsi. La seconda ipotesi piace soprattutto ai democristiani che in questo modo, oltre ad impostare una Finanziaria piu? politica, metterebbero in strada la coalizione per la prossima legislatura: il resto di Bene comune piu? il Ps.

Piu? titubante il Partito di Marina Lazzarini, che dopo lo strappo di Ap si ritrova a dover sciogliere in poco tempo il bandolo della matassa delle alleanze per troppo tempo rimandato. Il clima in via Rovellino e? da resa dei conti. Da una parte c’e? l’ala socialista guidata dal segretario al Lavoro Belluzzi favorevole all’alleanza con la Dc, dall’altra, l’ala democratica del segretario politico Lazzarini piu? scettica. Nell’avvi- cinare le posizioni non ha certo aiutato il pressing che nell’ultima settimana ha messo in piedi la Dc
i cui esponenti hanno attaccato mediaticamente i due segretari vicini all’ala democratica ovvero Gian Carlo Capicchioni e Giuseppe Maria Morganti. Comunque i primi della settimana il partito riunira? la propria direzione che dovra? affron- tare anche questo argomento. Ma

La statua della liberta? e il Palazzo Pubblico prima ci sara? la riunione di tutta la maggioranza, Ap compresa, prevista per domani.

Martedi? mattina inoltre avra? luogo la riunione del Congresso di Stato in cui saranno vagliate le dimissioni di Antonella Mularoni. Viene dato quasi per certo che verranno accettate e questo implica che i Reggenti convochino un Consiglio straordinario per il successivo dibattito, forse gia? per il mese di agosto. Resta da vedere se anche gli altri segretari seguiranno l’esponente di Ap o se decideranno di spartirsi le sue deleghe. Nel secondo caso la legge dice che possono andare avanti al massimo per tre mesi.

Il segretario di Stato alla Sanita? Mussoni, come abbiamo scritto ieri, non entra nel merito delle possibili scelte future ma analizza il passato. “E? chiaro che la scelta di Ap – dichiara – mette in discussione tutta l’azione di Bene comune.

Ora si apre una serie di possibilita? che termineranno con le elezioni anticipate. L’atteggiamento di Ap annunciava da tempo questa scelta visti gli assist a Sinistra unita e Civico 10”.

Il capogruppo del Psd Giovagnoli invece guarda al futuro. “Piu? che pensare a vincere le elezioni – afferma – bisogna puntare ad avere un contesto che sia in grado di governare e risolvere i problemi del paese. Occorre proporre un progetto serio con un programma preciso che punti a vincere al primo turno”. L’idea di Giovagnoli, gia? riportata in un’intervista su queste pagine, e? quella di una grande coalizione, che vada dalla Dc a Su passando per Repubblica futura. Un’idea che pero? stride con quella di via delle Scalet- te, decisa a puntare su coalizioni piu? ristrette e coese.

Il segretario Psd Lazzarini ha detto che il partito “condivide con Ap la tensione e l’insoddisfazione per le difficolta? verificatesi, che
non agevolano il percorso delle decisioni, ma consideriamo priorita? urgenti, prima di andare alle urne, la sicurezza del sistema bancario e dei conti pubblici, senza dimentica- re l’approvazione delle leggi oggetto dei quesiti dell’ultima tornata referendaria”.

Infine, per il coordinatore di Su D’Ambrosio, le scelte “dovranno essere di rottura con cio? che di marcio c’e? stato fino adesso.” La Tribuna