San Marino. Il Giudice Morsiani era ed è nel mirino. Caso titoli, inchiesta scomoda.

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Si va verso la defenestrazione del giudice Morsiani? Fabrizio Perotto (Ap): “Di chi è la responsabilità se non del giudice inquirente, se ha un approccio pachidermico alle indagini”?

Il dibattito sulla giustizia di giovedì è andato avanti fino a tarda notte e si è cercato durante tutta la discussione di far passare il messaggio che i toni si fossero abbassati, che si fosse alla ricerca di soluzioni condivise.

Gli intenti invece erano apparsi chiari sin dall’apertura del comma. A dirlo senza mezzi termini era stato il capogruppo del Ps Alessandro Mancini che aveva annunciato nel suo intervento l’adozione da parte della maggioranza di un odg che faceva temere il peggio. L’inchiesta scomoda sul caso titoli era e resta nel mirino. “Di chi è la responsabilità – ha sostenuto in aula il consigliere di Ap Fabrizio Perotto – se non del giudice inquirente, se ha un approccio pachidermico alle indagini”? Parole contro le quali nulla hanno potuto le analisi puntuali di alcuni consiglieri di minoranza che più e più volte sono tornati a battere il chiodo sul fatto che certe interpretazioni siano state compiute non alla luce di una analisi profonda ma in maniera strumentale.

Come è stata valutata la produttività di un giudice? Parole che sono servite solo da contorno. Lo hanno denunciato più o meno tutti i consiglieri di minoranza, in particolare è stato il consigliere del Pdcs Pasquale Valentini a rimarcare: “ci chiedete di abbassare i toni, all’improvviso sentite che il clima è cambiato, vogliamo lasciarci tutto alle spalle? Non è così che funziona. Sono stati commessi atti gravi che non si cancellano soltanto dicendo che le cose ora stanno diversamente. Vi scandalizzate perché nei nostri interventi sottolineamo ancora le irregolarità che sono state commesse, il fatto che continuamente manchi il rispetto degli iter legislativi. Dovremmo anche tacere? Vi stupite che ripetiamo che sono state commesse delle irregolarità se ciò che abbiamo denunciato non è ancora stato sanato”?

Il consigliere del Pdcs Francesco Mussoni ha chiesto di agire in una visione generale senza dare sentenze, o porre in campo soluzioni punitive. La stessa richiesta è arrivata dai consiglieri sempre del Pdcs Marco Gatti e Alessandro Cardelli che hanno invitato l’aula ad analizzare in maniera più approfondita le relazioni dei magistrati dirigenti. Niente da fare però nonostante il tentativo di mediazione portato avanti da alcune forze politiche di maggioranza, in particolare da Ssd che a detta di quasi tutti gli esponenti di minoranza avrebbe però dovuto abbassare la testa di fronte alla volontà del Segretario Renzi e del suo partito, Ap.

E’ passato in ne l’ordine del giorno della maggioranza che approva la relazione dei due magistrati dirigenti e le soluzioni da loro avanzate. In particolare a far temere la defenestrazione del magistrato Morsiani è l’indirizzo del compianto magistrato dirigente Lanfranco Ferroni che in merito ai problemi di produttività suggerisce che laddove siano previste sanzioni, di farne immediata applicazione”.

Il problema secondo le opposizioni sarebbe proprio legato alla mancanza all’interno del regolamento di azioni intermedie per cui si va dall’impunità all’azione di sindacato. Senza contare poi che la relazione del compianto Ferroni farebbe luce su determinati aspetti lasciandone in ombra molti altri.

RepubblicaSM

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