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  • San Marino. Il mistero dell’aereo americano precipitato, durante la seconda guerra mondiale, a Corianino. Davide Giardi inizia la ricerca

    Schermata 2015-08-21 alle 08.02.03San Marino, meta? degli anni ‘40. E? una mattinata di sole come tante altre a Corianino, piccolo centro agricolo nel Castello di Faetano, ai piedi del monte Titano. Ad un tratto i dolci suoni della campagna vengono interrotti da un boato che si fa sempre piu? forte proveniente dal cielo. E? un aereo, e sta precipitando. Il velivolo e? sempre piu? vicino a terra. In men che non si dica rasenta alcune case prima di schiantarsi in un campo poco distante, dove crea un grosso cratere. Del pilota nessuna traccia.

    I motori e il grosso della carcassa, apparentemente americani, vengono portati via nel giro di qualche tempo ma i pezzi piu? piccoli restano per anni nel terreno dove vengono raccolti e venduti dai contadini agli stagnini per qualche prezioso soldo.

    Col passare delle stagioni il cratere viene chiuso, il terreno lavorato piu? e piu? volte e quello schianto aereo rimane solo nella memoria di qualche bimbo dell’epoca, ora diventato nonno, per cui diventa un ricordo evanescente, quasi leggenda.

    Oggi, a distanza di 70 anni, quello schianto e quei ricordi tornano inaspettatamente di attualita? grazie alle ricerche di Enzo Lanconelli, romagnolo appassionato da decenni di ricerche di velivoli della seconda guerra mondiale, e all’interessamento addirittura del Dipartimento della Difesa degli Stati uniti d’America. La superpotenza ha infatti un apparato statale appositamente strutturato per rintracciare i militari dispersi in guerra. Si tratta del Defense Prisoner of War – Missing Personnel Office (Dpmo), che opera in tutto il mondo.

    Seppur molto flebile la voce dello schianto di Corianino ha varcato i confini di San Marino ed e? giunta a Lanconelli che l’anno scorso ha iniziato ad indagare riuscendo a contattare la famiglia Guidi/ Gasperoni, proprietaria del campo dello schianto che oggi ospita un vigneto. Negli ultimi mesi l’esperto, ottenuto l’avvallo dei proprietari, ha quindi effettuato una serie di ricerche in loco con un metal detector scovando sotto la superficie diversi frammenti di alluminio di pochi centimetri.

    Frammenti compatibili con un caccia di fattura americana della seconda guerra mondiale.

    Quindi ieri e? tornato sul Titano accompagnato da Joshua Frank, addetto per l’Italia del Dpmo, per fare visita alla signora Teresa Gasperoni, una delle poche persone rimaste che hanno osservato lo schianto con i propri occhi. “Io ero solo una bambina di 6 o 7 anni – ha raccontato davanti agli sguardi attenti degli esperti – e quella mattina ero nel cortile di casa quando abbiamo sentito l’aereo cadere. Veniva da Montescudo (da Est, ndr). Ha sfiorato gli alberi e si e? schiantato nel campo”.

    Dato che non esistono, o non sono ancora stati trovati, documenti scritti relativi all’incidente, i racconti dei testimoni sono preziosissimi per il governo americano per capire come sono andate le cose.

    Ma 70 anni sono tanti e le domande senza risposta sono ancora molte. Era veramente un aereo americano o di un altro esercito tra quelli che avevano a disposizione velivoli made in Usa? Per quale motivo e? caduto? E? stato abbattuto? E quando di preciso? Da dove proveniva e dove stava andando? Ma soprattutto: che ne e? stato del pilota? Si e? paracaduta- to cadendo chissa? dove?

    I racconti dei vecchi residenti non svelano il mistero. Ma forse c’e? ancora qualche nonno che ricorda qualcosa in piu? e che non e? stato contattato dai ricercatori. Se ne siete a conoscenza potete mandare una mail alla nostra redazione (redazione@latribuna. sm) con il vostro nominativo e quello di cui siete a conoscenza e noi vi metteremo in contatto con i ricercatori. Chissa? che il mistero dello schianto di Corianino non venga svelato.

    Davide Giardi, La Tribuna