San Marino. Il Natale delle feste mancate … di Paolo Forcellini

Riceviamo e pubblichiamo

E così anche quest’anno l’Epifania tutte le feste si è portata via, e con le feste il nostro Natale delle Meraviglie che si potrebbe definire “incompiuto”. Una Natale delle Meraviglie, nato sotto buoni auspici e voluto da tutti i sammarinesi, sia quelli del comparto commerciale che del turistico e della ristorazione. Ma poi qualche cosa si è inceppato, soprattutto quando con un decreto della vigilia, sollecitato sicuramente dai vicini di casa tramite la loro casa madre di Roma, siamo stati costretti ad adeguarci alle restrizioni imposte da Conte e “compagni“ all’Italia. Così tutti gli eventi che dovevano rallegrare le nostre feste Natalizie sono stati necessariamente annullati ed anche il mercatino che ha visto chiudere le casette anzitempo, con grave danno economico per coloro che le avevano affittate per tutto il periodo natalizio. Lo stesso danno che hanno patito anche bar, ristoranti ed alberghi, questi in particolare nell’anno appena terminato hanno visto una flessione dell80%, che con la chiusura forzata ed il divieto di trasferimento da una regione all’altra ha aggravato ulteriormente la grave crisi del settore già in atto dall’estate scorsa. Ecco allora che le associazioni di categoria chiedono interventi per il dopo coronavirus in particolare un programma che abbia la durata di alcuni anni, definito da alcuni “piano Marshall”, affinché le aziende abbiano la possibilità di riprendersi ed effettuare nuovamente investimenti nelle loro attività per la loro crescita e per quella dell’intero paese. Un appello rivolto al governo, al quale necessariamente dovrà dare ascolto. Così dopo questi venti giorni di feste mancate, salvate in parte nella loro tradizione da alberi e presepi e luminarie, durante le quali sono mancati i cenoni, la riunione delle famiglie, l’abbraccio dei nipotini ai nonni, la messa di mezzanotte, i brindisi, le tradizionali tombole, si torna alla quotidianità, salvo nuovi eventuali restrittivi decreti nella speranza che l’Epifania che tutte le feste porta via, magari si ricordi anche del virus e che il nuovo anno sia l’inizio del ritorno ad una vita normale..

(Paolo Forcellini)

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