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  • San Marino. Il Prg che verrà… I SOGNI DI MICHELOTTI STANNO DIVENTANDO GLI INCUBI DEI CITTADINI

    Il Segretario al Territorio continua a coniugare i verbi al futuro annunciando alla cittadinanza un piano regolatore nel pieno rispetto dell’ambiente e all’insegna di nobili principi. Tutti sanno però che quando i buoi sono stati fatti uscire dalla stalla è troppo tardi per chiudere i cancelli. Massiccia l’adesione alla petizione lanciata da questo giornale per fermare la strage degli alberi.

    La redazione di Repubblica sm ha contattato più volte l’architetto Stefano Boeri per cercare di comprendere quale sia il suo punto di vista sugli abbattimenti di alberi storici che hanno cambiato i connotati a San Marino. Così dietro alla superficie delle risposte dell’architetto Boeri ci è sembrato di leggere un certo imbarazzo, come se egli fosse stato tenuto fuori da certe decisioni. E’ da molto tempo ormai che chi come il consigliere della Dc Stefano Canti fa anche parte della commissione per le politiche territoriali, denuncia il fatto che determinati progetti sarebbero stati portati avanti in tutta fretta proprio con l’obiettivo di non farli rientrare nel nuovo piano regolatore.

    C’è dunque solo da augurarsi che il Prg firmato Stefano Boeri possa mettere ne al far west, sebbene chiunque può facilmente comprendere che chiudere la stalla quando i buoi sono usciti serve a poco. Tornando alla presentazione del Prg, stando alle notizie ricevute direttamente da Boeri “il lavoro dello studio sul piano regolatore verrà consegnato a fine settembre. Dopo questa consegna inizierà l’iter di approvazione con una prima lettura e una seconda lettura del Consiglio e successivamente lo spazio e il tempo per le osservazioni anche della cittadinanza.

    Difficile per noi tecnici quanti care questo periodo. Di sicuro noi a ne settembre consegniamo”. Dal canto suo il segretario Michelotti ha colto l’occasione di questa importante scadenza per annunciare con parole alate il piano regolatore che verrà.

    Al solito ha poi puntato il dito contro un passato che è però il presente (e purtroppo) anche il futuro che egli portando avanti scelte scellerate come il taglio degli alberi, ha regalato ai suoi concittadini.

    Non sarà infatti sufficiente mettere una bella pietra sopra ai disastri fatti e ripartire come nulla fosse. E’ dunque sorprendente che Michelotti, quasi volendosi rifare una verginità, parli dell’introduzione di concetti nuovi come il fattore geologico o della creazione di aree di riserva edificabili.

    Dovrebbe piuttosto dire ai cittadini come stanno le cose sulla sanatoria e se i suoi termini, viste le scarse adesioni e la necessità di far cassa, verranno prorogati.

    Tutte cose che stridono con i pomposi annunci e i troppi slogan del segretario Michelotti. Ma fare i conti con la realtà non è da tutti e c’è chi si diverte di più con i giochi di prestigio. Spunta così l’interramento della superstrada dal confine fino a Ponte Mellini che avrà la funzione di ricucire il centro abitato di Dogana, oggi divisa in due.

    Fantapolitica per chi non è riuscito a portare avanti un progetto già nel cassetto sui sottopassaggi che avrebbero risparmiato vite umane. Un po’ tutti sono stati messi a dura prova dalla gestione di Michelotti del Territorio, paesaggio compreso. Massicce le adesioni alla campagna per evitare la morte di altri alberi storici lanciata su change.org da Repubblica Sm.

    Se il segretario riuscisse a mettersi sulla stessa lunghezza d’onda dei cittadini darebbe l’ordine più atteso: quello di soprassedere ai tagli.

    La RepubblicaSM