Il Servizio di Protezione Civile esprime il proprio ringraziamento a Enrico Lazzari e al Giornale.sm per aver posto l’attenzione su un tema di forte attualità e di estrema importanza quale quello della sicurezza.
Proprio in ragione della rilevanza della materia, risulta tuttavia fondamentale che il dibattito pubblico si fondi su elementi di precisione ed esattezza, al fine di evitare la diffusione di allarmismi o il generarsi di un senso di sfiducia nei confronti delle istituzioni deputate alla prevenzione incendi e alle attività di vigilanza.
L’articolo richiama il tema dei locali di pubblico spettacolo o, più in generale, degli esercizi che, pur non essendo strutturalmente destinati a tale finalità, talvolta si trasformano in locali da ballo. Se questo è il tema, non appare pertinente il richiamo all’istituto della proroga, che riguarda altre tipologie di attività esistenti. Si precisa inoltre che il termine ultimo per la presentazione delle istanze di adeguamento è fissato all’anno 2027 e non al 2028.
In attesa del completamento degli adeguamenti previsti dalla normativa, è opportuno ricordare che è comunque richiesta l’adozione di specifiche misure di compensazione e di mitigazione del rischio, la cui applicazione consente alle attività di proseguire l’esercizio.
A testimonianza dell’attenzione costantemente posta sul tema della sicurezza, si segnala inoltre che proprio in questi giorni il sistema dei controlli e della vigilanza ha disposto, per ben due volte, il divieto di svolgimento di eventi di pubblico spettacolo (dancing) presso un locale della Repubblica, in ragione della mancata sussistenza delle condizioni minime di sicurezza. Ciò dimostra come l’attenzione alla materia sia sempre elevata, sia nella fase autorizzativa sia nelle attività di vigilanza sul territorio.
Il nuovo testo normativo in materia di prevenzione incendi (Legge n. 75/2023), definito nell’articolo come “profumato di nuovo”, ha introdotto importanti innovazioni che necessariamente si sono dovute integrare con un tessuto esistente di attività già operative e con una normativa pregressa. Tale processo comporta inevitabili complessità, dovute da un lato all’impossibilità di interrompere l’attività di tutte le strutture esistenti e dall’altro alla necessità di accompagnarne progressivamente l’adeguamento.
Anche la vicina Rimini, richiamata nell’articolo, pur disponendo di una normativa specifica di prevenzione incendi risalente al 1994, ha dovuto definire, in collaborazione con le associazioni di categoria, un piano di interventi finalizzato alla messa a norma delle numerose strutture ricettive presenti sul territorio. Ancora oggi tale processo di adeguamento prosegue per alcune realtà. L’obiettivo prioritario resta infatti quello di raggiungere standard di sicurezza sempre più elevati e, soprattutto, di promuovere una diffusa cultura della prevenzione che vada oltre il mero rispetto delle procedure amministrative.
La circolare n. 5/2024, citata nell’articolo, nasce proprio dall’esigenza di mitigare il rischio derivante da quelle attività che svolgono prevalentemente funzione di bar ma che, in modo occasionale, organizzano iniziative riconducibili alla definizione di “trattenimento e pubblico spettacolo”. Tale circolare non è stata predisposta casualmente, ma è frutto dell’esperienza maturata e di un confronto tecnico con il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Rimini, con il quale è attivo da tempo un rapporto di collaborazione e reciproco rispetto istituzionale.
La circolare recepisce infatti limitazioni analoghe a quelle previste anche nell’ordinamento italiano, al fine di individuare il sottile limite oltre il quale un’attività può configurarsi come pubblico spettacolo.
Nel ringraziare nuovamente il Giornale per aver sollevato questioni rilevanti per la sicurezza del territorio, si desidera infine sottolineare come il Servizio di Protezione Civile, unitamente alle Istituzioni, ai Corpi di Polizia e agli organi di vigilanza operanti sul territorio, mantenga costantemente alta l’attenzione su tali tematiche, promuovendo un dialogo continuo e costruttivo con le attività interessate, nell’ottica di garantire un territorio sempre più sicuro.
Ing. Pietro Falcioni
Capo della Protezione Civile











