San Marino e il silenzio dei vigilanti. La Banca centrale di San Marino tace su Asset (e sul resto) … di Stefano Elli

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Prima email inviata dal cronista di Plus24 alla Banca Centrale di San Marino: «A proposito del provvedimento di sospensione di Asset Banca, visto che la legge parla di un commissario, intendete nominarne uno?». Risposta di Bcsm: «i vertici della Banca, informati relativamente alla sua richiesta, non intendono rispondere al quesito». Peccato che il nome del commissario c’ era: Mirella Sommella, membro del coordinamento della Vigilanza della Banca Centrale della Repubblica di San Marino. Seconda email inviata dal cronista alla Bcsm: «A proposito della lista dei beneficial owner e degli azionisti di banche e assicurazioni del Titano sapreste dare informazioni supplementari»? Risposta di Bcsm: «I vertici della Banca relativamente alla sua richiesta non intendono fornire informazioni». Peccato che i nomi fossero già sul sito della banca. Al confronto, il politburo del Cremlino ai tempi dei “raffreddori” di Andropov appare come una combriccola di allegre comari dedite al cicaleccio. Forse a contribuire alla non proprio spumeggiante comunicativa di via del Voltone (l’ ampio tornante sul quale si affaccia la sede della Bcsm) vi è la scarsa dimestichezza con la lingua italiana dell’ attuale presidente dell’ Authority, l’ egiziano Wafik Grais. Ma la (legittima) autoreferenzialità tendente al solipsismo del nuovo corso della Bcsm non si limita ai rapporti con la libera stampa. Anche nei confronti dei soggetti vigilati l’ interazione appare caratterizzata da un ringhioso mutismo. Così accade che gli organi amministrativi di Asset Banca, il 15 febbraio scorso, siano stati sospesi per 60 giorni senza che nessuno in banca sia ancora stato informato delle ragioni del provvedimento. La qual cosa genera non poche perplessità nei legali dell’ azienda di credito che, pur essendo intenzionati a presentare ricorso od opposizione rispetto al draconiano ordine della Vigilanza, non saprebbero bene su che argomenti fondare eventuali controdeduzioni. Di sicurò c’ è che «l’ operatività della banca continua» e che la decisione è stata presa a norma dell’ articolo 84 della legge 165/2005. E che dice la legge? Che in caso di assoluta urgenza l’ autorità di vigilanza può ordinare la sospensione degli organi di amministrazione del soggetto autorizzato e contestualmente la nomina di un commissario che ne assume la gestione quando ricorrano i presupposti di cui all’ articolo 78. L’ articolo 78, a sua volta, prevede una lunga teoria di possibili inciampi quasi tutti segnalati come «gravi». E così «gravi irregolarità nell’ amministrazione» e «gravi violazioni delle disposizioni legislative», «gravi perdite del patrimonio» e ancora: «Grave e perdurante stato di non liquidità». Di nuovo: «Grave omissione nella tenuta della contabilità». Ma gli azionisti della banca interessata dal provvedimento tengono il punto: «Ci aspettiamo che la relazione di Banca Centrale evidenzi come gli indici del nostro istituto siano di fatto più alti di quelli stabiliti dalla normativa», dichiarando anche la disponibilità dei soci a mettere subito mano a un aumento di capitale per innalzare eventuali ratio patrimoniali. Insomma a San Marino tutti attendono che la cortina fumogena dei rumor e delle illazioni si diradi, magari con una disclosure sulle reali ragioni della decisione della Banca Centrale sammarinese.

Stefano Elli

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