• Screenshot
  • San Marino. IL TERRITORIO AL COLLASSO, MA C’E’ SPERANZA … di Simone CASADEI, candidato Democrazia Cristiana

    IL TERRITORIO AL COLLASSO, MA C’E’ SPERANZA.

    di Simone Casadei

    Il nostro territorio si sta impoverendo e il governo ha messo in pratica politiche che hanno accelerato questo processo.

    Ma c’è speranza e propongo nuove idee per invertire la tendenza

    Mi chiamo Simone Casadei, ho 44 anni, sono sposato e ho due figli. Sono ingegnere libero professionista. Mi presento alle elezioni come indipendente nelle liste del PDCS.

    Svolgo la professione di Ingegnere in Repubblica da circa 15 anni e mai come in questo periodo ho visto San Marino così in difficoltà nella gestione del territorio e dell’ambiente in cui viviamo. La crisi finanziaria e immobiliare del 2009/2012 ha messo in ginocchio il paese. Anche se alcuni sforzi sono stati fatti (uscita dalla black list, accordi con l’agenzia delle entrate italiana, trasparenza bancaria) il paese è rimasto al palo. Il settore che ne ha risentito di più è quello immobiliare e infrastrutturale.

    Invece di intraprendere iniziative di rilancio del settore e investire in infrastrutture strategiche ed economicamente vantaggiose, si è preferito aspettare, facendo depauperare un patrimonio edilizio importante e di conseguenza impoverire il paese. Non mi esprimo su numeri e percentuali ma la perdita patrimoniale degli immobili di San Marino e gigantesca: le rate dei mutui accesi anche solo 10 anni fa valgano attualmente molto meno del valore nominale dell’immobile.

    Il governo attuale invece di investire nell’ammodernamento ed incentivare gli investimenti nel settore ha introdotto due nuove normative: la sanatoria straordinaria e il nuovo testo unico per l’edilizia, dimenticandosi il progetto più importante di tutti e cioè il nuovo PRG. È nel PRG che si sviluppa e rilancia il paese, si pianificano le infrastrutture e gli interventi dei privati, tutto nella logica di riportare ricchezza nel paese.

    Senza il piano regolatore le normative introdotte sono state assolutamente inefficaci e anzi dannose: non sono chiare le finalità che hanno guidato la stesura, sono norme fortemente burocratiche, non sono calate nella realtà del patrimonio edilizio della Repubblica e in molti punti sbagliate a tal punto da bloccare le compravendite degli immobili per molti mesi. Sono state apportate modifiche, abbassate le tariffe, spostate le scadenze in avanti di mesi perché le regole erano di fatto inapplicabili. Allo stato attuale i testi non sono ancora perfettamente coerenti ed applicabili in tutti i casi.

    Tutto questo ha generato malumori tra gli operatori del settore i quali non possono dare alcuna certezza sui tempi e sui risultati ai proprietari degli immobili. Un imprenditore che deve rispondere alle esigenze del mercato con prontezza e forti investimenti, non può attendere l’iter autorizzativo, che può durare diversi mesi, prima di poter eseguire i lavori. Il più delle volte rinuncia oppure “fa da solo”. La conseguenza è la perdita della ricchezza per il paese ed abbassamento dei livelli di sicurezza del costruito.

    La mia proposta per superare questi ostacoli è semplice: superare le attuali normative, introdurre un nuovo PRG votato al futuro e allo sviluppo sostenibile e riscrivere i regolamenti che governano il territorio.

    È nei nuovi regolamenti che si nasconde la ricetta per fornire un “boost” prestazionale al sistema territoriale. La spinta sarà fornita da una forte sburocratizzazione delle procedure, digitalizzazione completa del sistema (basta carta e compact disk), superamento del sistema dei controlli preventivi per poter tagliare i tempi autorizzativi, introduzione dell’autocertificazione e rafforzamento del sistema delle deleghe.

    Aggiungo che ci sono moltissimi interventi che si potrebbero fare in edilizia completamente libera: previo deposito del progetto dal giorno dopo si possono iniziare i lavori. 

    Tutto questo è fattibile ma ci vuole coraggio. L’obbiettivo è uno solo: sblocco del sistema e ripartire con la creazione della nostra ricchezza.