Una boccata d’ossigeno per sammarinesi e frontalieri.
La ripresa dell’occupazione, seppur timida, sul Titano, convince il governo a parlare di un argomento tabù, ovvero, la stabilizzazione dei lavoratori frontalieri, bloccata nel 2011, a causa della crisi, per tutelare il posto di lavoro ai sammarinesi.
I dati economici del 2015 portano per la prima volta, dopo sei anni, il segno ‘più’ sul numero delle imprese e dei lavoratori a San Marino, e il segretario di Stato al Lavoro, Iro Belluzzi, tende così la mano agli oltre cinque mila frontalieri italiani occupati nel piccolo Stato.
«Valutiamo di riaprire la stabilizzazione dei frontalieri, bloccata nel 2011– annuncia – lo dovremo fare, se i numeri lo permettono». Il tutto non sarà fatto unilateralmente: «Nel confronto aperto con la vicina Italia – sottolinea il segretario di Stato – si auspica che si possano trovare le condizioni per andare a ridare percorsi di stabilizzazione, come era già stato fatto, non vogliamo creare alcun tipo di discriminazione all’interno della Repubblica».
Anche se il segretario non si sbilancia sulle tempistiche, le sue parole sono di fatto la risposta positiva alla risoluzione, sottoscritta la settimana scorsa da una dozzina di consiglieri Pd della Regione Emilia Romagna, inoltrata alla Giunta di viale Aldo Moro, volta a richiedere «in sede statale» accordi per la tutela dei frontalieri occupati sul Titano.
Infine, Beluzzi annuncia che entro gennaio porterà sul tavolo della maggioranza la bozza finale della riforma del mercato della lavoro che mira, tra l’altro, a introdurre maggior flessibilità, attraverso accordi con categorie e associazioni datoriali, per istituire un’agenzia di collocamento mista pubblico-privata. Il segno ‘più’ davanti al numero di imprese attive in territorio e a quello dei lavoratori dipendenti è confortante. (…) Il Resto del Carlino