San Marino. Incendio ex pfu: Struttura inizia a cedere, pericolo per i vigli del Fuoco Fabio Berardi rassicura il Titano, per ora nessuna ordinanza cautelativa

berardiContinuano a bruciare i pneumatici depositati nella vecchia sede dell’ azionda Eco Pfu di Sassofeltrio. E non si sa ancora per quanto. Ben otto le famiglie sgomberate da un’ordinanza e ancora molto fumo si sta propagando nell’area circostante.

Gli scarti ferrosi e di plastica seguitano a dare filo da torcere ai Vigli del Fuoco e alla Protezione civile della regione Marche, al lavoro ormai dalla settimana scorsa e non ancora riuscite a domare l’incendio. la situazione sarebbe comunque molto migliorata, secondo le dichiarazioni del capo della Protezione civile sammarinese Fabio Berardi, che in prima persona continua a seguire le operazioni di spegnimento, monitorando la condizione di rischio per il Titano, attualmente tranquilla. Le difficoltà più grosse ostacolanti l’estinzione delle fiamme riguarderebbero invece la struttura che contiene il materiale incendiario.

L’indebolimento dei materiali provocato dall’incendio avrebbe già causato il cedimento di qualche trave in cemento armato e altre parti, rendendo impossibile per i Vigli del Fuoco l’ingresso al suo interno a causa di pericolo di crollo. Quindi si sta procedendo a rilento con uno spegnimento tradizionale che gli addetti stanno effettuando portando fuori il materiale. “I mezzi ordinari impiegati attualmente hanno un braccio di 10 metri e lo svuotamento su questo raggio d’azione è ormai stato completato – spiega Berardi – Se domani, come è previsto, arriverà il mezzo straordinario dotato di un braccio di trenta metri si potrà effettuare finalmente l’ evacuazione dell’edificio”, accellerando così le operazioni.

I Vigili del Fuoco sono stati costretti fin ora a portar fuori il materiale poco alla volta, distruggendo pian piano l’edificio mentre si procedeva con lo svuotamento. l’impossibilità per gli addeti di continuare ad utilizzare l’acqua per il pericolo di inquinamento delle falde, al momento sarebbe stata risolta, come racconta Berardi, attraverso la “captazione degli spurghi in cisterne per l’acqua che verrà poi filtrata e non finirà in dispersione”.