San Marino, 18 marzo 2026 – Con la ratifica del Decreto-Legge 5 marzo 2026 n. 33, il Consiglio Grande e Generale ha tracciato una linea netta a difesa dell’economia reale. Il provvedimento, che introduce disposizioni urgenti a sostegno del settore dei veicoli, rappresenta una risposta tecnica e mirata per scortare le imprese virtuose oltre le turbolenze causate dai recenti mutamenti normativi oltreconfine.
L’intervento si sostanzia in una moratoria tributaria della durata massima di dodici mesi, uno strumento di supporto finanziario temporaneo che non prevede l’erogazione di fondi pubblici a fondo perduto. A ciò si aggiunge l’importante introduzione del pegno rotativo, che permette agli operatori di offrire a garanzia il proprio magazzino, inclusi i beni già immatricolati a loro nome. Una misura di flessibilità finanziaria fondamentale, che si completa con la tutela dei rapporti bancari: il decreto prevede infatti che gli istituti di credito non possano revocare fidi o prestiti già concessi solo sulla base della richiesta di accesso dell’azienda ai benefici previsti dal Decreto stesso.
La ratio della norma è chiara: proteggere le realtà operative che vantano una presenza continuativa in Repubblica da almeno cinque anni, evitando così ogni rischio di speculazione legata a fenomeni estemporanei. Il testo, arricchito da emendamenti che recepiscono integralmente le istanze delle associazioni di categoria su parametri e criteri d’accesso, include ora anche le imprese con un solo dipendente subordinato, a patto che non coincida con la figura del socio o dell’amministratore.
Il Segretario di Stato per l’Industria, Rossano Fabbri, ha sottolineato come la misura sia figlia di un’analisi scrupolosa dei dati. Delle 72 aziende attive nel comparto, quasi la metà non potrà accedere ai benefici poiché priva dei requisiti necessari. Il filtro garantisce che l’aiuto dello Stato sia destinato esclusivamente a chi opera nella legalità e non presenta pendenze esattoriali prive di un piano di rientro concordato. In tal senso, per dodici mesi viene bloccata ogni azione di rivalsa verso l’operatore economico per i vecchi crediti, offrendo quel respiro necessario a stabilizzare la gestione finanziaria.
“Non siamo di fronte a una crisi strutturale delle nostre imprese, bensì a una crisi finanziaria indotta da fattori esogeni e cambiamenti legislativi e burocratico-amministrativi della vicina Italia che hanno impattato pesantemente sulle immatricolazioni”, ha dichiarato il Segretario Fabbri. “Il Governo non ha intenzione di alimentare disparità, ma ha il dovere di proteggere la credibilità del sistema Paese. Gli strumenti introdotti, dalla moratoria sulla monofase al pegno rotativo, sono un accompagnamento tecnico necessario per permettere alle aziende sane di riorganizzarsi senza il peso immediato della pressione fiscale, in attesa che i tavoli di confronto tecnico con le autorità italiane portino a soluzioni di sistema definitive”.
In merito alle perplessità sollevate da alcune forze di minoranza circa la tempistica dell’intervento, l’Esecutivo ribadisce che l’urgenza è dettata dalla necessità di fornire risposte immediate a operatori che, pur in un contesto di trasparenza, si sono trovati a gestire contrazioni di mercato improvvise nel corso del 2025. Le accuse di interventi “ad personam” appaiono dunque prive di fondamento logico e documentale, data la natura generale e i rigidi parametri di accesso previsti dal decreto.
La ratifica odierna si inserisce in un quadro di riforme più ampio che mira a elevare gli standard del mercato sammarinese. Parallelamente al sostegno finanziario, la Segreteria di Stato sta infatti definendo nuovi criteri di accesso al settore per prevenire distorsioni e infiltrazioni, consolidando quel percorso di trasparenza che resta il pilastro irrinunciabile per il futuro economico della Repubblica e per il mantenimento di rapporti bilaterali d’eccellenza.
L’Aula dunque ha dimostrato che, pur nella vivacità del confronto democratico, la priorità resta la tenuta del sistema economico. La sfida ora si sposta sulla fase attuativa, dove il rigore nei controlli sarà il miglior garante dell’efficacia di una norma nata per unire protezione sociale e responsabilità fiscale.
Segreteria di Stato per l’Industria, il Commercio, l’Artigianato, la Ricerca Tecnologica e le Telecomunicazioni











