San Marino. Intervista a Matteo Ciacci (Libera): “Basta spese folli e consulenze inutili. Ci si concentri su sanità, piano casa e sviluppo” (RepubblicaSM)

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  • Ciacci (Libera) un commento sullo sciopero generale.

     

    Un successo sia in termini di contenuti che di partecipazione. I temi sostenuti dai sindacati sono la priorità anche per i cittadini: caro bollette, equità, sanità, debito. Noi ascoltiamo tutti i giorni le persone e ci accorgiamo della sofferenza e della stanchezza della popolazione: spero che ora abbia più consapevolezza anche il Governo.

    Ieri Libera è scesa in piazza, oltre alla politica a Palazzo si deve ascoltare la cittadinanza.

     

    Con Ciavatta siete stati duri ma sulle pensioni avete anche evidenziato anche positività, è così?

     

    Ciavatta ha distrutto la sanità con scelta azzardate e lasciando in mano il nostro Ospedale a manager provenienti da fuori strapagati, che non stanno producendo risultati.

    Liste d’attesa che aumentano, anche per la terapia del dolore si devono attendere settimane, reparti in difficoltà, personale assente e una burocrazia, specie sulla medicina di base, che è’ aumentata in maniera assurda. Abbiamo sempre chiesto più qualità e un ritorno al medico di famiglia, questo Governo ha voluto installare un centralino in più in un territorio come il nostro che vive sui rapporti umani. Assurdo, completamente scollegati dalla realtà.

     

    Dicevamo per delle pensioni, cosa c’è di buono negli interventi di Ciavatta?

     

    Che almeno lui ci ha provato. Disincentiva le persone ad andare in pensione anzitempo perché i fondi non reggerebbero in caso contrario e utilizza il fondo pensioni, dimezzandolo di fatto, per quasi 200 milioni in 10 anni.

    Ovviamente non guarda alle future generazioni ma sono convinto che avrebbe voluto anche agire con più forza ma il Governo della Dc non vuole muovere niente. Sul mercato del lavoro infatti Lonfernini ha fatto marcia indietro su tutto e anche sul tema delle imposte interventi non se ne vedono.

     

    Quindi a suo avviso Ciavatta è stato lasciato da solo?

     

    Certo, la Dc non vuole perdere consenso, sebbene la delusione sia comunque tanta.

    Ciavatta e Rete adesso invece possono fare opposizione dal Governo per i prossimi mesi dicendo di aver fatto la riforma delle pensioni, che in realtà sono solo interventi che comprano del tempo a caro prezzo. Questa sarà la strategia di Rete: ha già iniziato ad attaccare la Dc sull’investitore spagnolo e inizierà a contrastare Banca Centrale, sempre popolare fra le persone. Mi risulta si sia dimesso anche il loro membro dal Consiglio Direttivo di Bcsm.

    Alla fine insomma stanno emergendo tutte le contraddizioni fra Rete e Dc, due partiti agli antipodi, che si sono uniti solo per intervenire sulla Giustizia e non per costruire e senza un progetto per San Marino. Io credo che il futuro governo dovrà invece essere composto da forze affini e con idee comuni, altrimenti ci ritroveremo punto daccapo. E al centro dovrà esserci lo sviluppo e le nuove sfide che la crisi ci sta ponendo davanti.

     

    L’analisi della maggioranza l’ha fatta. Libera invece?

     

    Libera continuerà a fare opposizione dura al Governo della Dc. Oggi più che mai a chi non piace questo esecutivo si rivolge a Libera e ci chiede risposte.

     

    Cosa bolle in pentola Segretario?

     

    Critica feroce al clientelismo e alle spese folli ed inutili quando ci sono tante persone che faticano ad arrivare a fine mese. Per il resto un progetto programmatico chiaro, di sviluppo partendo dalle priorità: caro energia e piano casa.

     

    Cosa avete in mente?

     

    Un piccolo esempio.

    A San Marino la tassa sui rifiuti si calcola in base all’energia elettrica che ognuno di noi consuma, anche se autoprodotta.

    Per cui, chi riscalda casa con l’elettricità, si ritrova a pagare una tassa sui rifiuti molto più alta di chi si riscalda con il gas, senza che vi sia un valido motivo. Chi installa impianti fotovoltaici, non ha nessun vantaggio, così come, assurdo ma è così, chi differenzia puntualmente ogni rifiuto prodotto.

    In Consiglio abbiamo presentato un ordine del giorno sul tema rifiuti chiedendo proprio di cambiare questa modalità di calcolo, anacronistica, per premiare chi differenzia o almeno per basare la tariffa sulla composizione del nucleo familiare, come tra l’altro succede in tutti i paesi europei.

    Una proposta equa, di buon senso, non più rinviabile. Partiamo almeno da queste “piccole” cose. Per poi guardare alla prospettiva.

     

    Sul caro bollette invece?

     

    Dal primo di gennaio 2023 le tariffe gas aumenteranno del 30%,contro il 104-120% proposto da Lonfernini, il grande sconfitto di questa situazione, e AASS.

    Vorrebbe dire che dal 1° gennaio 2023, rispetto allo scorso inverno (2021-2022) le bollette gas avranno un incremento di oltre il 60%. Noi abbiamo chiesto di fare chiarezza subito sui conti dell’Azienda dei Servizi, di coinvolgere le aziende energivore del territorio per ragionare di come evitare il peggio in caso di criticità sul reperimento di energia e di calmierare le bollette utilizzando l’enorme debito estero fatto dal Governo con lo strumento dell’Icee per tutelare specialmente le fasce più deboli. Sulla prospettiva oltre alla sobrietà energetica, che va sempre bene, come Libera chiederemo che lo Stato, il pubblico, deve fare la sua parte arrivando a coprire in due o tre anni quanto allora produrrà il privato che sta già facendo tanto.

     

    Quindi?

     

    Serve un piano immediato per riqualificare energeticamente gli edifici pubblici e installare su tutti i tetti dei luoghi pubblici, dove è possibile, pannelli fotovoltaici. Da noi, rispetto che in Italia e altrove, l’iter autorizzativo e concessorio è molto più rapido e veloce. Dobbiamo sfruttare le nostre potenzialità. Poi, parallelamente, piano casa e politica degli affitti visto che oggi per una giovane coppia è pressoché impossibile trovare un appartamento in affitto o diventa difficilmente sostenibile accendere un mutuo visti i tassi di interesse.

     

    Proposte concrete certo, ma insufficienti per una prospettiva di sviluppo solida.

     

    Partire dalle “piccole cose” serve sempre. Poi come Libera chiederemo politiche eque di redistribuzione dei redditi e per gli assegni famigliari e i contributi pubblici. Fino ad arrivare allo sviluppo che per noi deve essere proiettato su innovazione, tecnologia e formazione di alto livello. Con un sistema finanziario a supporto. Abbiamo player e progetti che vanno coinvolti subito. Non c’è più tempo da perdere.

    Repubblica Sm