San Marino. Intervista a Paolo Musci – Direttore della Centrale del Latte di San Marino: ”Il latte non era adulterato, ne nocivo”

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  • Siamo andati a trovare, per avere informazioni inerenti il latte ritirato, il Segretario di Stato Venturini ed il Presidente del CdA della Centrale del Latte Geom. Pier Marino Felici i quali ci hanno indirizzato al Direttore della Centrale Dott.Paolo Musci.

    Ci siamo quindi recati presso la Centrale del latte di San Marino, in zona Acquaviva, ed abbiamo intervistato il Direttore Musci, per conoscere la sua versione inerente le contestazioni mosse in questi giorni sia dal Consigliere di Sinistra Unita Dott.ssa Francesca Michelotti che da diversi quotidiani per le partite di latte ritirate dalla Centrale del latte di San Marino.

    ”Il latte andava ritirato, e questo non ci piove, – queste le parole del Direttore della Centrale del Latte della Repubblica di San Marino – ma nella ns. circolare, che noi abbiamo inviato a tutte le testate, abbiamo contestato la pubblicazione di una notizia falsa e cioè che il latte che fosse avariato. 

    Era invece ”bevibile” e tranquillamente consumabile, sicuramente non era gradevole alla vista perchè c’era la panna separata dal siero. In sostanza il latte è acqua con dentro una soluzione di tanti prodotti. Ad esempio il latte che noi compriamo appena munto se lo si lascia fermo 5 minuti si forma immediatamente una pellicola di grasso, di panna.

    Perchè il latte in bottiglia, il latte a lunga conservazione non lo fa? Perchè c’è un processo che omogenizza il tutto, in quanto si spinge il latte fresco con una pressione che rompe i globuli di grasso e fa amalgamare il tutto assieme.

    Se viene fatto in forma errata, e cioè con una pressione più bassa, nell’arco del primo mese non si vede nulla ma dopo due mesi, che è stato prodotto, la sostanza grassa si separa piano piano; alla vista è sgradevole però non è nocivo, ne di sapore cattivo.

    La cosa che a noi interessa è innanzitutto che venga data pubblicità al fatto che abbiamo ritirato il latte con questo difetto, e non lo abbiamo fatto di nascosto, abbiamo inoltre informato l’ufficio d’igiene, fatto i controlli e abbiamo verificato il tutto.

    Dobbiamo dire che il problema era relativo solo alla questione dell’aspetto del prodotto, perchè dal punto di vista microbiologico, batteriologico non c’era nessun problema. Le prove sono state fatte sia nel ns. laboratorio che in quello di Brescia, che ha dei campioni che tengono li per eventuali altre analisi.”

    D. E loro non si sono accorti di questa anomalia?

    R. Funziona così. Loro tengono dei campioni di latte prodotto, fermi fino alla sua scadenza.  Nei dieci giorni successivi la produzione pongono il latte sotto stress per vedere come il prodotto reagisce sotto forza (in pratica questi campioni vengono messi a 50 gradi per 3 giorni) per simulare lo stesso stress che potrebbe avere il latte nei 2 mesi successivi a temperatura ambiente.

    Stanno a vedere che cosa succede, e se tutto va bene lo mettono in commercio dopo questa prova, se trovano problemi non lo fanno partire.

    Il difetto di cui parliamo è venuto fuori dopo circa due mesi dal confezionamento. Noi abbiamo fermato tutto ed abbiamo raccolto quelle poche bottiglie/pacchetti che c’erano in giro. Quindi è errato dire che il latte fosse avariato come molti media hanno scritto.

    D. Prenderete dei provvedimenti contro chi ha scritto questa cosa non vera?

    R. Questo è un compito che non mi appartiene. Non posso dirlo io. Comunque scrivere col condizionale ”potrebbe” essere stato causa di febbre, ”potrebbe” avere fatto, eppoi scrivere che la fonte era ufficiosa non va bene.

    I giornali per ufficioso non devono dare un allarme di questa portata, un allerta del genere, se poi la cosa risulta non essere vera, soprattutto se si parla di bambini.

    Ci si dimentica che c’è un’Azienda, come la Centrale del Latte di San Marino, che lavora secondo un disciplinare, secondo un’autorizzazione sanitaria, secondo dei controlli che vogliono garantire, certificare la sicurezza sul latte tutti i giorni.

    Alla fine è stato lanciato un allarme inutile, visto che il latte non aveva problemi sia da un punto di vista organolettico, non aveva un saporaccio, non aveva valori sballati o alterazioni che potevano essere nocive; l’igiene del prodotto era integra.

    [email protected]