Intervista ad Alessandro Mancini, giovane capogruppo consigliare del Partito socialista (coalizione San Marino Prima di tutto) che ha già comunque accumulato una certa esperienza all’interno del Consiglio Grande e Generale.
Mancini, andiamo subito al punto. Il nodo cruciale è il lavoro. Come interverrete?
“Il nostro obiettivo è molto chiaro. Non vogliamo vendere fumo, né fare false promesse. La situazione in questi anni è stata molto difficile. Il governo non ha brillato e noi dall’opposizione abbiamo più volte criticato certe scelte. Certo, essere minoranza è più agevole. Quando si hanno responsabilità e si deve decidere, la musica cambia. Anche per questo invece che essere distruttivi, la nostra linea è sempre stata improntata al dialogo. Io credo che all’interno del governo ci sono sempre state forze e persone che hanno remato contro, che hanno bloccato numerosi progetti, anche quelli dell’opposizione. Oggi ‘San Marino Prima di tutto’ è una coalizione realmente unita. Abbiamo un programma molto chiaro che siamo certi di riuscire a portare avanti. Abbiamo preferito non imbarcare liste e persone che avrebbero potuto bloccarci. Perché le cose da fare sono tante e vogliamo farle da subito. Il lavoro, per arrivare alla sua domanda, è la prima priorità. Io posso anticiparle che siamo in contatto con importanti imprenditori che verranno a San Marino a creare benessere e occupazione. Oggi siamo in grado di mantenere gli impegni e di essere finalmente credibili e affidabili, avendo abbandonato le cornacchie del malaugurio che hanno sempre detto no a priori e bloccato ogni iniziativa per interessi di bottega o famigliari. Non è un caso se abbiamo lanciato la proposta dell’agenda di governo, strumento nel qual crediamo moltissimo. Non è un libro dei sogni, al contrario si tratta di impegni concreti che ci prendiamo con una cadenza ben definita. Come creeremo occupazione? Innanzitutto con una maggiore vicinanza e comunanza di intenti fra governo e Consiglio. Gli obiettivi verranno verificati settimanalmente e saranno realizzati. I dati positivi sull’occupazione ci fanno essere ottimisti, ma non basta. L’obiettivo è quello di creare lavoro per i giovani, ma allo stesso tempo garantire il benessere per i nostri anziani”.
Scendiamo più nel dettaglio…
“Per creare nuova ricchezza dobbiamo attirare in territorio investitori. Di certo ‘San Marino Prima di tutto’ non tratterò a pesci in faccia chi vorrà darci fiducia portando qui i propri soldi. Perché c’è rispetto nell’autonomia dell’apparato pubblico, nel senso che se ci dovessimo trovare di fronte a dei furbetti, c’è il modo per intervenire. Allo stesso tempo va facilitata la possibilità di aprire una azienda con meno burocrazia. I dirigenti devono prendersi le proprie responsabilità, intervenire quando necessario, senza che – faccio un esempio – per una semplice pratica si debba riunire un ‘gabinetto di crisi’, con esborso di tempo, uomini e risorse: spero avere reso l’idea. Contestualmente porteremo avanti una riforma della Camera di commercio. Un imprenditore deve avere a disposizione un unico ufficio per le sue pratiche. L’Ufficio industria va chiuso, si deve puntare sull’informatizzazione. Sempre in ottica di creare occupazione, si deve procedere finalmente con la riforma del mercato del lavoro. La parola d’ordine è flessibilità. Sia per chi deve assumere, sia per chi vuole essere assunto che deve poter entrare nel mercato del lavoro con maggiore facilità. Le ho indicato interventi concreti, capaci di migliorare la situazione da subito”.
Qual è uno dei primi interventi che si può portare a compimento da subito?
“Come le ho già spiegato mi sta a cuore la situazione dei giovani. E un altro aiuto concreto è quello di puntare sulla formazione. Mi lasci prendere in prestito quanto emerso durante il Congresso della Cdls visto che lo condivido appieno. L’innovazione tecnologica – lo ha detto Marco Tura – spinge le competenze sempre più verso l’alto e il processo produttivo non è più lo stesso: l’operaio si avvicina all’ingegnere e l’ingegnere all’operaio. Questo richiede uno sforzo enorme di riconversione dei lavoratori. Per questo mi sento di fare mia la richiesta della Cdls che propone che la formazione individuale diventi un diritto contrattuale, ossia i contratti devono prevedere che ogni lavoratore abbia il diritto di usufruire di un monte ore di interventi formativi e che tale percorso si trasformi in una carta di identità delle competenze da spendere in un mercato del lavoro sempre più dinamico e con valore europeo. Sono d’accordo su ogni virgola di questo concetto. Aggiungo che realmente dobbiamo aprirci a un mercato più ampio e dobbiamo mettere i nostri giovani nelle condizioni, qualora lo volessero, di essere competitivi anche su altri mercati, non solo quello sammarinese, ma anche quello europeo. La valorizzazione di un grosso centro di formazione a forte vocazione europea resta un obiettivo da realizzare immediatamente coinvolgendo le risorse già presenti”.
Tante idee, ma servono persone credibili per realizzarle. Voi lo siete? Perché gli elettori dovrebbero credervi?
“La credibilità la si conquista sul campo. Lo ripeto: è molto facile dire che va tutto male e da fuori affermare che si sarebbe fatto di meglio. Tante cose potevano essere fatte certo, molte io credo siano state realizzate. Se non credessimo a questo, non staremmo in coalizione con Dc, Psd e Sammarinesi. Mi lasci però dire che la nostra è l’unica coalizione credibile perché ha l’esperienza necessaria per governare e allo stesso tempo mette assieme soggetti politici con idee affini. Altri – ed è agevole verificarlo – se dovessero vincere litigherebbero anche sulla raccolta differenziata. Altri ancora sono abituati solo a distruggere, all’aggressività. Mi piace comunque la sua provocazione sulla credibilità e anche in questo caso le rispondo in concreto: in agenda metteremo la stessa riorganizzazione della rete diplomatica sammarinese che rappresenta il nostro primo biglietto da visita verso l’esterno. Io credo che dobbiamo essere molto sinceri con gli elettori. Non faremo promesse che non possiamo mantenere. Però non mi piace neppure chi continua a dire che oramai un certo benessere non arriverà mai più. Siamo in campo per dare una prospettiva e una opportunità a questo Paese”.
A proposito di raccolta differenziata, l’autonomia energetica rappresenta un tema molto sentito in questa campagna elettorale. Che cosa ne pensa?
“Per San Marino la vera autonomia energetica è legata in primo luogo all’acqua. Dobbiamo puntare sull’autonomia idrica che è un risultato credibile, che non ha impatti importanti sull’ambiente e che nella pratica può rivelarsi molto utile. Sempre per essere concreti e non fare promesse irrealizzabili, le dico provocatoriamente che un po’ tutti i Paesi attraverso una intelligente politica in materia di rifiuti riescono a creare occupazione e business. Noi invece paghiamo profumatamente questo servizio. Interverremo certamente nei primi mesi della legislatura”.
Cosa si sente di promettere ai sammarinesi?
“Vorrei riprendere il concetto di prima, che trovo particolarmente pertinente. Per essere credibili, per ottenere la fiducia degli elettori, dobbiamo essere pronti a prenderci le nostre responsabilità direttamente con i sammarinesi. E se avremo l’onore di rappresentare San Marino all’interno della maggioranza e non rispetteremo l’agenda, questa sorta di patto con gli elettori, siamo pronti ad andare a casa”.