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  • San Marino. Intervista di Repubblica Sm a Gianfranco Terenzi: “38 anni di amicizia con la Cina”

    Scordiamoci i luoghi comuni sulla Cina e lasciamo cadere ogni pregiudizio. Grazie all’azione dell’associazione di amicizia San Marino-Cina, nata sul territorio nel lontano 1988 e diventata negli anni vero e proprio punto di riferimento, è infatti possibile conoscere quei luoghi direttamente e in profondità. Ne abbiamo parlato con il presidente dell’associazione, Gianfranco Terenzi.

    Come è nato il rapporto con la Cina?
    “C’è un rapporto ormai consolidato che affonda le sue radici nel lontano 1988, verso i primi giorni dell’anno io ero Capitano Reggente e sotto il profilo istituzionale chiesi di fare una visita di Stato nella Repubblica Popolare Cinese, da lì è nato il rapporto che si è sviluppato negli anni successivi. La visita istituzionale ci ha fornito l’occasione di esplorare la realtà cinese e devo dire che da allora vi sono stati cambiamenti abissali. Nel 1988 ad impressionarmi fu il fatto che le strade fossero inondate di biciclette che rendevano addirittura difficoltosa la circolazione delle auto. Poi le cose sono molto cambiate. Da lì nacque successivamente l’idea di costituire l’Ass.ne di amicizia San Marino – Cina, nata alla fine di quello stesso 1988, verso ottobre -novembre. Associazione della quale io ho tenuto sempre la presidenza. Da allora le attività in campo sono state e sono moltissime: sono venute avanti iniziative di diversa entità legate all’artigianato, alla ceramica, allo scambio di delegazioni, all’organizzazione da parte dell’associazione di missioni e visite vere e proprie grazie alle quali tanti sammarinesi hanno potuto toccare con mano una realtà che altrimenti sarebbe rimasta sconosciuta”.

    L’Associazione di amicizia San Marino-Cina ha avuto ricadute anche a livello istituzionale?
    “Certamente sì, possiamo parlare di ricadute dirette sulle istituzioni: nel tempo attraverso l’associazione sono stati prodotti accordi, vi sono state visite ufficiali. Pensi che solo per fare un esempio ricorre proprio oggi l’anniversario della visita dell’attuale presidente cinese Xi Jinping, a San Marino. Quando lo invitai, 16 anni fa, egli non era ancora diventato presidente della Cina, era presidente di una provincia. Pur non sapendo che sarebbe diventato presidente fummo in grado già allora di fare un’accoglienza adeguata a una persona di quel livello. Il ruolo dell’associazione del resto è riconosciuto a livello internazionale, io partecipo a conferenze e forum dove sono inviato alla presenza di ex presidenti di paesi importanti, penso all’incontro recente con l’ex presidente del Messico o a quello con il presidente dell’Irlanda. O ancora a incontri alla presenza di personalità come Ban Ki-Moon”.
    Che cosa può portare la Cina alla nostra economia?
    “Io personalmente ho svolto 70 missioni, ho rapporti anche sotto il profilo commerciale, imprenditoriale, culturale, ho portato proposte che creassero benefici al nostro territorio. Non nascondo di essere in procinto, non vorrei illudermi, di concretizzare un progetto significativo per il Paese. Oggi abbiamo una San Marino che era ignorata dai più trent’anni fa, che ha tutte le carte in regola per essere leader, nei rapporti politici internazionali. Il problema è che quello che è stato costruito va non solo conservato ma anche utilizzato”.

    Si legge una nota critica, qual è il suo giudizio sulla legislatura che si è conclusa?
    “Non voglio essere critico in maniera gratuita ma i risultati di questa legislatura in cui non si è volto ascoltare nessuno, sono una realtà di cui tutti sono a conoscenza”.

    Per quanti anni è stato in Consiglio? E perché la scelta di ricandidarsi?
    “Sono in Consiglio Grande e Generale dal 1978, sono stato presente per 38 anni consecutivi, ero stato eletto anche la scorsa volta ma dei 16 consiglieri della Dc, 6 sono stati assorbiti dalla maggiorana che si è formata con il ballottaggio. Lo faccio con entusiasmo, ho una buona conoscenza dei rapporti internazionali, conosco a fondo la Cina e ho contatti con un Paese che è un riferimento per il mondo intero”.

    A proposito di quel Paese, parliamo delle sue politiche ambientali.
    “E’ un tema che ho avuto modo di approfondire anche recentemente, la politica ambientale della Cina si è trasformata notevolmente negli ultimi anni. E’ stata posta una particolare tutela ai grandi centri urbani, sono state trasferite in periferia le fabbriche ponendo limiti molto stretti per le emissioni nocive, nelle città si è pensato ad uno sviluppo all’avanguardia, tutti i grandi centri si caratterizzano per un verde inteso, c’è stata un’attività di piantumazione molto forte”.

    Olga Mattioli (Repubblica Sm)