Gabriele, partiamo parlando di mercato. Ci si aspettava l’arrivo di un attaccante, invece avete preso un difensore……
È assolutamente vero. Abbiamo cercato assiduamente una punta, ma purtroppo quando tutto sembrava andare per il meglio, e quindi poter tesserare Ramiro Lago, ci siamo trovati davanti ad un enorme difficoltà. Alberto Mazzola in procinto di diventare sammarinese, non avrebbe ottenuto in tempi brevi il permesso di convivenza. Per questo motivo abbiamo deciso di virare su un altro obiettivo di mercato, in quanto a breve diventerà sammarinese, ed essendosi svincolato dal Santarcangelo, squadra militante in Lega Pro, non abbiamo esitato nell’imbastire la trattativa. Oggi possiamo annunciare, con enorme orgoglio, di aver raggiunto un accordo con Francesco Quintavalla. Inizialmente sarà tesserato come italiano, poi una volta arrivati i documenti, potrà essere schierato da sammarinese. Credo che il suo curriculum parli da solo: più di 250 presenze nei professionisti, non credo che vengano così per caso. Tengo a precisare che il ragazzo, ha deciso di cambiare società e quindi venire a San Marino per motivi strettamente lavorativi, altrimenti avrebbe continuato a giocare in ben altre categorie. A nome della società lo ringraziamo per la fiducia riposta nel nostro club.
2) Tornando alla passata stagione, il “triplete” in genere è il raggiungimento di un lungo ciclo di lavoro. Il vostro invece è arrivato dopo sole due stagioni con Berardi alla guida della squadra. E’ solo l’inizio di una nuova lunga serie di successi?
Come già detto in passato, credo che il “Triplete” conquistato lo scorso anno sia il frutto di un lavoro iniziato la stagione precedente all’arrivo di Nicola Berardi, quando alla guida tecnica c’era Matteo Mazza. L’obiettivo era in tre anni di raggiungere traguardi importanti, o quanto meno riportare la squadra ai livelli delle prime della classe. Credo che il traguardo che ci eravamo prefissati, sia stato ampiamente raggiunto, grazie al nostro attuale mister ed al suo staff e grazie ad una società a mio vedere lungimirante e molto solida. Ovviamente stiamo lavorando per poter vincere altri trofei e per poter partecipare ancora alle competizioni europee, avventura tanto difficile quanto affascinante.
3) Dopo gli exploit dei primi anni del nuovo millennio, come diverse società, anche la Folgore ha dovuto fare i conti con stagioni amare. Come hai vissuto e programmato la rinascita?
Sinceramente io sono alla Folgore da sempre, fin da bambino, e pur essendo di Dogana, sono stato adottato da questa grandissima società (grazie ad un dirigente storico come Amato Bernardini), di cui sono fiero di farne parte. Quindi ho vissuto tutti i periodi migliori della società, a cavallo degli anni 2000, e purtroppo anche quelli “neri” degli anni in cui purtroppo non eravamo protagonisti. Forse perché ho smesso di giocare io?!? A parte le battute, la rinascita l’abbiamo costruita tutti insieme, inserendo persone nuove in società, programmando il futuro in maniera certosina e facendo un mercato importante fin dalla prima stagione in cui per noi era diventato l’anno zero. Per questo ringrazio vivamente i nostri sponsor (Colorificio Sammarinese, Amici Fun Station e Ac&D Solutions solo per citarne qualcuno) che con il loro apporto economico ci hanno dato un’enorme mano per poter allestire una squadra importante. Sarei ipocrita dicendoti che senza loro, avremmo raggiunto ugualmente i recenti obbiettivi.
4) Già l’ultimo anno con Matteo Mazza eravate tornati ad alti livelli, venendo eliminati nei play off di campionato. Al primo anno di Berardi la finale persa con La Fiorita. I successi della scorsa stagione, nascono quindi anche sulle ceneri di queste delusioni?
Non le chiamerei delusioni, anche se perdere una finale, ovviamente non piace a nessuno. Il primo anno con Mazza non eravamo pronti, lo sapevamo, ma era un punto di partenza. Il secondo anno, arrivati in finale, anche con qualche episodio a favore, incontrammo La Fiorita, che vinse meritatamente un campionato dominato fin dall’inizio. L’anno scorso abbiamo raccolto i frutti, allestendo a mio vedere la squadra più forte del campionato meritando ampiamente i successi.
5) Oltre che a livello di prima squadra, la società Folgore, da diverse estati ha iniziato a dettare legge anche nei tornei giovanili, in particolare a quello Crescentini, dedicato agli under 21. Merito del lavoro certosino di chi magari durante l’anno, lavora un po’ nell’ombra, come Matteo Quadroni……
Il nostro settore giovanile è il fiore all’occhiello di questa società. Non mi piace nominare una sola persona bensì tutte le persone che lavorano o hanno lavorato anche in passato, dietro alla crescita dei nostri giovani. Oggi in prima squadra possiamo vantarci di avere in rosa circa 10/12 ragazzi, cresciuti sui campi di Falciano, ed è enorme soddisfazione per tutti noi. Significa che la società sta lavorando bene. L’obiettivo comune è di continuare a crescere piccoli campioncini, che un giorno possano vestire la maglia della prima squadra e vincere qualche trofeo, proprio come succede in questo momento.
6) Sempre parlando di settore giovanile, quante squadre avete allestito quest’anno, e quanti sono i tecnici che collaborano con voi?
Quest’anno abbiamo iscritto ben cinque squadre, ed i nostri allenatori, che ringraziamo per il lavoro che svolgono durante tutta la stagione sono i seguenti: Cristian Gennari, Danilo Forcellini, Del Mastro, Stefano Diana, Silvio Iannibelli, Marco Valentini e Fabio Ceschi. Tutti coordinati dal nostro vice presidente Silvano Valentini.
7) L’inizio di stagione è stato un po’ balbettante, a causa di infortuni e postumi del doppio impegno estivo con le competizioni europee. Ad una settimana dalla ripresa del campionato ripartite dal un terzo posto attuale. L’obiettivo ora è scalzare Tre Penne e Tre Fiori e provare a vincere il girone?
L’inizio è stato molto difficile, troppi infortuni. Purtroppo pur avendo una rosa completa in ogni reparto, anche noi siamo andati in difficoltà avendo sette-otto infortunati. Per fortuna ora siamo al completo, a parte il recupero di Muraccini, che sta andando a rilento, ma che crediamo che nel giro di un mese possa tornare a disposizione. L’obiettivo? Ovviamente arrivare primi nel girone. Siamo distanti rispettivamente 6 e 5 punti dalle prime due, ma ritengo che non sia impresa impossibile. Tutto si deciderà in queste ultime tre partite di intergirone, in quanto le nostre avversarie dovranno affrontare le squadre più blasonate dell’altro girone, da noi già affrontate ad eccezione del Pennarossa. Se riusciremo a colmare ancora il gap che ci separa, poi ci giocheremo il tutto per tutto negli scontri diretti. In ogni caso, male che vada fra le prime tre arriveremo sicuramente.
8) Quanto sarà difficile ripetere il triplete quest’anno?
Ritengo di dire, senza mancare di rispetto a nessuno, che l’anno scorso eravamo superiori alle altre squadre ed il campo lo ha dimostrato. Quest’anno, molte squadre si sono rinforzate tantissimo, vedi La Fiorita e Tre Penne, che sono le due squadre più forti insieme a noi. Detto questo, credo in ogni caso che saremo protagonisti fino alla fine. Siamo perfettamente consapevoli dei nostri mezzi; abbiamo rinforzato ulteriormente la squadra e sicuramente chi vorrà vincere dovrà fare i conti con la Folgore.
9) Qualora non riusciste a vincere tutto, di cosa ti “accontenteresti”?
Di vincere non ci sia accontenta mai. Quindi ben venga qualsiasi titolo. L’importante è partecipare nuovamente ai preliminari (speriamo quelli di champions!), obiettivo minimo societario di quest’anno.
10) Abbiamo aperto con il mercato e con esso chiudiamo. Quale/i nome/i di spicco hai in mente di portare alla Folgore il prossimo anno?
I nomi di spicco che volevamo li abbiamo presi tutti. I nostri giocatori sono i migliori che una squadra possa desiderare. Per il mercato di giugno, è ancora presto, anche se ci stiamo già lavorando. Se proprio devo fare nome dico Michael Traini. Inarrivabile. Ma sognare non costa nulla.
Federico Pastori, Romagna Sport