Dopo l’ennesimo viaggio “turistico” in Islanda (sarebbe interessante sapere quanti giorni di missione in un anno e mezzo hanno accumulato il Direttore Generale ed il Direttore Sanitario), sembra che la dott.ssa Maurizia Rolli fra breve se ne torni a Bologna chiamata (?) ad altro incarico.
Quando la nave affonda non se ne vanno solo i dottori ma anche i direttori.
Che anche questo sia colpa di qualcun altro?
Voluta a tutti i costi dal direttore del porto delle nebbie, fa nalmente un gesto utile andandosene.
E’ anche un gesto intelligente perché questo Comitato esecutivo è al capolinea.
Andarsene ora vuol dire non essere mandata via e questo non è poco anzi consente di riprendere attività e ruoli abbandonati per l’avventura sammarinese.
Un addio così, comunque giusticato, è una pesante sconfitta per la professionista che pur viene da un Ospedale Prestigioso (il Rizzoli) dove lavorava pur in ruoli non di primissimo piano. Ancora più grave la sconfitta del Direttore Generale che l’ha voluta a tutti i costi ed ora dovrebbe trovare la dignità di dimettersi a sua volta .
In questo anno e mezzo l’Istituto ed in particolare l’Ospedale e la specialistica hanno perso molto terreno e se non ci sarà una rapida inversione di rotta incentrata su un progetto di rilancio e di apertura del sistema , il tracollo sarà inevitabile.
Ovviamente la colpa non è tutta della Rolli che forse non si è neppure resa conta che veniva a lavorare in un microstato , piccolo quanto si vuole ma che non è Italia e ha sue leggi ed una sua cultura , ed in un sistema che ha (aveva ? ) tutta la filiera sanitaria, sociale e previdenziale uniti in un esempio unico di universalità e gratuità .
Non ha capito che oggi l’essenza della sammarinesità è l’istituto per la sicurezza sociale.
Venire a San Marino non era insomma la sostituzione di sei mesi nell’ospedale di Vignola o di Castelbolognese , era andare a fare il Direttore Sanitario di un piccolo sistema complesso che presenta però le stesse difficoltà e le stesse problematiche di uno grande.
A mio avviso non aveva una esperienza adeguata avendo sempre lavorato in un ospedale monospecialistico e non avrebbe dovuto accettare, così come nello stesso modo e per motivazioni ancora più stringenti non doveva essere nominato Direttore Generale un funzionario con unica esperienza di un piccolo ufficio autorizzativo dello Stato composto da sole tre persone (un avvocato, uno statistico ed un dirigente –l’Authority sanitaria appunto) molto avvezzo alle “missioni” e poco al lavoro fra l’altro scarso per la natura stessa del carrozzone voluto dall’allora (e per certi versi ancora ) Segretario di Stato Massimo Roberto Rossini.
Non credo che ci saranno grossi rimpianti e la gente giù per le scale dell’Istituto con gli occhi rossi ed i fazzoletti a dire ciao ciao.
Dario Manzaroli