La vicenda della collaborazione con la Rothschild, per molti sammarinesi, ha sollevato diversi interrogativi.
Il primo dubbio viene dal fatto che non si capisce perché ci sia bisogno di ricorrere a capitali esteri per finanziarsi dato che il deficit del Bilancio statale è di soli 16 milioni di euro (dichiarazioni di Valentini) e probabilmente avremo chiuso in surplus se non ci fosse stata la richiesta di 60 milioni da parte della Carisp.
C’è qualcosa che non sappiamo? C’è qualcosa che Valentini deve dirci? Perché ricorrere al debito se non c’è bisogno?
Un altro dubbio viene dal fatto che questo provvedimento viene emanato a ridosso delle elezioni in un periodo dove il Congresso dovrebbe operare solo per l’amministrazione ordinaria; e questo sicuramente non lo è! Come mai tutta questa urgenza? Ma delle urgenze ci siamo abituati, infatti anche questa mattina c’è una riunione d’urgenza del Consiglio dei XII, top secret il contendere.
Ma non era meglio posticipare la collaborazione con la Rothschid dopo le elezioni? L’opposizione potrebbe usare, anche in maniera strumentale, questo provvedimento. Quindi perché farlo proprio ora? Con tutta questa fretta?
Il terzo dubbio viene dal fatto che dapprima il compenso per la Rothschild non era solo di 300.000 euro, infatti all’inizio la banca d’affari voleva, per la sua consulenza sammarinese, oltre 900.000 euro, poi scesi a 600.000 ed infine poco più di 300.000 euro. Un bello sconto! Voleva dire che sia la Rothschild e, probabilmente anche lo studio legale di San Marino che li segue, erano molto interessati a questo lavoro.
I dubbi e gli interrogativi vanno risolti!
Buona giornata,
Marco Severini – Direttore del Giornale.sm ([email protected])











