San Marino. La Dc: “Non possiamo educare Ap”

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Avrebbero preteso che anche la Dc scendesse nell’arena, no grazie, hanno risposto i suoi esponenti. Così a nulla è valso il macchinoso impegno di questi giorni di Repubblica futura di montare un caso trascinando la Dc in una vicenda che nulla aveva a che fare con la politica e i veri interessi del Paese. Doveroso dunque per il Segretario della Dc Gian Carlo Venturini “convocare questa conferenza visti gli attacchi fuori luogo tanto più perché queste situazioni non sono degne di essere portate nelle sedi istituzionali, una vicenda fra due consiglieri è diventata vicenda politica. La Dc con i suoi rappresentanti è stata l’unica forza politica assieme alla Reggenza e al Segretario agli Interni a cercare di riportare il confronto sugli argomenti oggetto del dibattito. Così facendo invece Ap è scesa sullo stesso piano attaccando inopportunamente una forza che ha cercato di riportare il confronto al centro. Il problema di Ap è che strumentalizza queste cose perché forse ha la necessità di sviare la discussione da certi problemi. Spostando il tiro parlando di comportamenti che sono più che condivisibili. Il Paese ha bisogno di altro: c’è l’urgenza di recepire l’esito elettorale, la necessità di andare avanti con la legge sulle risoluzioni delle crisi bancarie e quella di fare chiarezza su quanto accaduto in banca Cis visto che sino a sei mesi fa si diceva che in quella banca andava tutto bene e poi invece è accaduto quel che è accaduto. Noi abbiamo dato un contributo importante al miglioramento della legge che però siccome avrà un peso sui conti dello Stato, dovrà essere approvata assieme all’istituzione di una commissione di inchiesta per far chiarezza sulle responsabilità. Ciò che è successo è da stigmatizzare, lo abbiamo fatto nei luoghi deputati. Sullo stesso piano pongo Ap che dopo 13 anni di governo ha un problema, soffre di sindrome da accerchiamento, non riesce a dialogare mentre la Dc riesce a dialogare con tutti, Rete compresa”.
“E’ chiaro – gli ha fatto eco il consigliere Canti che ha preso parte all’ufficio di presidenza di venerdì scorso – che si voglia sviare l’attenzione. Proprio il sottoscritto ha cercato di riportare il dibattito sul piano politico. Non si può andare sulla stampa in questo modo, non è etico”. Peraltro ha voluto sottolineare il consigliere Teodoro Lonfernini: “La Dc non sta con nessuno, non è il soggetto che deve insegnare a qualcun altro come comportarsi nelle sedi istituzionali, non possiamo fare gli educatori né dobbiamo continuare ad insegnare alle altre forze politiche a non essere provocatori giocando sulla logica della stanchezza, del nervosismo che si genera. La Dc non accetta gli sfottò, la banalizzazione di prese di posizione molto sensibili, le rimandiamo al mittente. Diciamo che Repubblica futura perda tempo da sola, noi restiamo sintonizzati sulla soluzione dei problemi. Noi viaggiamo a livelli più alti”. Amaro anche il consigliere Massimo Andrea Ugolini che ha voluto sottolineare la gravità dei toni di Repubblica Futura che evidentemente “cerca con questo episodio di ricompattare la maggioranza dopo aver perduto voti durante la votazione dell’ordine del giorno sulla istituzione di una commissione di inchiesta su banca Cis”. Proprio da tale commissione partirebbe la necessità di gettare fumo sugli occhi della cittadinanza. A dirlo il consigliere della Dc Marco Gatti che è però partito dal progetto di legge per la risoluzione delle crisi bancarie: “Se confrontiamo il decreto del governo con il cosiddetto salvabanche è facile vedere che siamo di fronte a tutto un altro mondo. Noi dell’opposizione abbiamo chiesto e preteso un’impostazione diversa. Deve essere un intervento per dare più garanzie agli investitori, abbiamo fatto un grande lavoro, abbiamo lavorato di notte e sempre con il timore della fuoriuscita di notizie perché qualcuno quel progetto non lo voleva. E’ un progetto che siccome determinerà dei costi per la cittadinanza dovrà essere accompagnato dall’istituzione di una commissione di inchiesta. Ora il timore da un lato è che la maggioranza tenti di non istituire una commissione specifica, affossandola ampliando il campo per non raggiungere alcun obiettivo e l’altro è che si arrivi addirittura a boicottare la legge a cui si è tanto lavorato perché c’è chi fa pressioni per soluzioni diverse che potrebbero arrivare a mettere lo Stato in una situazione ancora più grave sia dal punto di vista economico che da parte delle influenze esterne, esponendolo a persone dalle quali vorremmo tenerci lontani. Le forze di opposizione non hanno problemi a sottoscrivere il progetto di legge, è chiaro però che questo debba rientrare in un percorso che contempli l’istituzione della commissione di inchiesta di banca Cis”.

Repubblica Sm

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