«Evitiamo le ‘ammucchiate’ che garantirebbero forse la vittoria elettorale ma che renderebbero difficilmente governabile il Paese». La linea della Democrazia cristiana è ormai nota ed è quella che giovedì sera è stata ribadita dal Pdcs durante il Consiglio centrale del partito. Una linea da dettare a chi vorrà ‘unirsi al gruppo’, ma senza scendere troppo a compromessi. Questa la sintesi in un panorama, quello politico sammarinese, che sembra dividersi tra i tifosi della ‘grande coalizione’ e quelli che la guardano con grande scetticismo. Il Partito dei socialisti e dei democratici, all’interno del quale si misurano costantemente due correnti di pensiero, ci prova a mettere in accordo tutti, in compagnia di Sinistra Unita, LabDem e il consigliere indipendente Denise Bronzetti nel nuovo gruppo Sinistra socialista democratica. Ma a fatica. Il partito di Marina Lazzarini ieri mattina ha incontrato gli ex alleati Noi Sammarinesi e Dc. I primi sembrano chiudere la porta con decisione alla grande coalizione e la stessa cosa fa il partito di Marco Gatti, anche se qui sembra esserci qualche margine di intesa in più.
Il PSD continua a tenersi vicino anche Repubblicafutura che riunisce Ap e Upr. Grandi manovre alle quali non si estranea Civico 10, anche se la posizione del movimento di Andrea Zafferani è sempre stata piuttosto netta. «La strada da percorrere non è quella che porta alla grande coalizione», hanno fatto sapere a più riprese da Civico 10 al quale negli ultimi giorni ha spesso teso la mano anche Rete, ora unita a Movimento Democratico San Marino.
Lo scenario è vario in vista delle prossime elezioni e presto ci sarà più chiarezza. Intanto, sulla scena fa un passo avanti anche Nuova San Marino dell’ex segretario di Stato, Augusto Casali. Il panorama si arricchisce di ‘nuovi’ protagonisti. «Il paese è in emergenza – dicono in coro Casali e i suoi – quindi non ci preoccupiamo troppo di gruppi o coalizioni, ma di quello che serve immediatamente a questo Paese». Sulle emergenze da affrontare la politica del Titano non si divide. Non sono più rimandabili, secondo la Dc di Gatti, «il sistema bancario ed il rapporto con l’Europa e l’Italia, al fine di continuare a garantire la sovranità di San Marino a livello internazionale». Il Resto del Carlino
