Nelle ultime ore, una pioggia di titoli sensazionalistici ha invaso il web e i social: “L’Accordo di Associazione è realtà”, “Approvata l’integrazione europea”. Un entusiasmo comprensibile per i pro Europa, se non fosse per un piccolo, fondamentale dettaglio: è tecnicamente falso.
L’equivoco nasce dalla votazione avvenuta a Strasburgo l’11 febbraio 2026, dove il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione favorevole all’Accordo di Associazione con San Marino e Andorra. Ma attenzione: una risoluzione non è una ratifica, e un parere politico non è un decreto di entrata in vigore.
Per chi non mastica il linguaggio parlamentare, la differenza tra una risoluzione e un atto di ratifica è la stessa che passa tra il dichiararsi pronti a sposarsi e l’aver firmato l’atto davanti all’ufficiale di stato civile.
La Risoluzione: È un atto di indirizzo politico. Con questo voto, il Parlamento Europeo dice: “Siamo favorevoli a concludere questo percorso”. È un segnale politico, anche se c’è l’allarme dei bulgari che si sono astenuti e possono far saltare tutto nelle ratifiche nazionali, ma non ha alcun potere di rendere l’accordo operativo da domani mattina.
La confusione sui media: Molte testate hanno presentato il voto come il “traguardo finale”. In realtà, il percorso prevede ancora passaggi cruciali: la firma ufficiale, la pericolosissima ratifica da parte di ogni parlamento essendo un trattato misto e, ovviamente, la ratifica legislativa interna da parte del Consiglio Grande e Generale di San Marino.
Perché questa fake news è pericolosa?
Presentare una tappa come l’arrivo definitivo crea un’aspettativa distorta, o delusione, nella cittadinanza e nelle imprese. L’integrazione nel Mercato Unico richiede ancora tempo tecnico, adeguamenti normativi e, soprattutto, il completamento degli iter giuridici previsti dai trattati internazionali.
Occhio alle FAKE NEWS!











