• Screenshot
  • San Marino. La maggioranza, l’opposizione e la politica del colibrì … di Alberto Forcellini

    Alla fine, è arrivata anche la Gazzetta ufficiale con la pubblicazione della deroga all’esenzione del green pass fino al 31 dicembre. C’era qualche dubbio? Qualcuno ha creduto che i nostri rappresentanti di governo fossero andati a Roma a prendere il caffè? Se una pubblicazione italiana tarda quattro giorno rispetto ai tempi previsti, è colpa del governo sammarinese? Se il governo italiano annuncia urbi et orbi in conferenza stampa che ha raggiunto un accordo con il governo sammarinese sul green pass, questo annuncio non vale niente?

    Accuse, illazioni, richieste di dimissioni per una questione inesistente, sulla quale San Marino non aveva alcun potere di intervento. Lo capisce anche un bambino. Eppure, tutto questo è stato scritto, gridato, raccontato in interviste dai massimi rappresentanti dei partiti di opposizione e dai rispettivi giornali di riferimento. I quali sembrano non avere niente da scrivere se non cercare di alimentare la tensione, le preoccupazioni, il nervosismo.

    Per fortuna i cittadini sono più intelligenti di tanti politici e appena è uscita sui social la notizia della pubblicazione della Gazzetta Ufficiale, giovedì sera, qualcuno ha commentato: con buona pace di tutti. Amen!

    È la stessa tecnica usata a gennaio e febbraio scorsi, quando per ragioni economiche e geopolitiche superiori, non risolvibili da un piccolo Stato di 30 mila anime, non arrivavano i vaccini. E quindi, vai col Crucifige! Governo inetto, incapace, irresponsabile. Nessuno l’ha dimenticato, vero? Poi quando in tre mesi San Marino ha vaccinato tutta la sua popolazione, ha liberato le terapie intensive, ha vaccinato perfino gli stranieri, ha riempito il paese di turisti, tanto da diventare lo Stato più invidiato al mondo, ovviamente le opposizioni e giornali al seguito, manco se ne accorgono.

    E allora comincia un altro mantra: la medicina di base non funziona. L’ospedale è allo sfascio. Via il Segretario di Stato. Interviste, conferenze stampa, titoloni. Tutti i giorni. Che ci siano dei problemi in alcuni centri sanitari, è un dato di fatto. Ma ce ne sono alcuni che sono organizzati benissimo, che rispondono al telefono, che non hanno file in sala d’attesa perché c’è una perfetta struttura del lavoro e dell’accoglienza dei pazienti. Centri sanitari dove i medici ricevono in ambulatorio e fanno visite a domicilio, dove le infermiere sono efficienti, sempre gentili e premurose.

    Quindi, non si può fare di ogni erba un fascio, perché non è giusto, né corretto, non è neanche umano. Certe accuse sono delle vere e proprio offese per gli ottimi professionisti che sono anche dentro l’ospedale. Perché anche qui c’è chi segue l’andazzo e chi invece si fa un onore etico e reputazionale di fare bene il proprio mestiere. Di trattare il paziente come una persona, non come un numero. Tutto questo la gente lo sa perfettamente e sa anche nomi e cognomi di chi non fa bene il suo mestiere.

    La politica ha un altro ruolo: quello di rappresentare i cittadini e di risolvere i problemi per poi andare avanti. Quelli che gridano e basta (non c’è bisogno di nominarli, li conosciamo tutti), che si arrabattano per trovare ogni giorno qualcosa su cui fingere di scandalizzarsi, o di preoccuparsi, a seconda delle occasioni, senza mai produrre un risultato concreto, fanno come il colibrì, che spende tutte le sue energie per rimanere fermo. Ovviamente è solo una metafora, perché il colibrì è un animaletto meraviglioso, notissimo proprio perché riesce a fare 80 battiti d’ali al secondo, tanto da rimanere immobile nella posizione che ha scelto.

    È una metafora su cui dovrebbe riflettere anche la maggioranza, perché se si perde in mille discussioni per ogni virgola, anch’essa rischia di fare come il colibrì, cioè di spendere tutte le sue energie per rimanere ferma.

    a/f