San Marino. La partita sulla giustizia salta a causa della neve (Repubblica Sm)

L’aria è gelida ma il clima politico è caldissimo in attesa di quello che potrebbe essere lo ‘scontro’ finale. Era infatti fissata nel pomeriggio di oggi una seduta del Consiglio Giudiziario Plenario in cui si sarebbe forse deciso con un “blitz” la rimozione del Magistrato Dirigente. Seduta invece saltata solo ieri sera e rinviata in extremis a causa della neve a data da destinarsi. E ieri intanto conferenza stampa delle forze di opposizione che hanno richiamato la maggioranza al senso di responsabilità. “Siamo molto preoccupati – ha detto il Consigliere Alessandro Cardelli – perché poteri dello Stato che dovrebbero essere autonomi vengono messi in discussione. Tutto ha avuto inizio con l’operazione cosiddetta ‘titoli’ che potrebbe sfociare in un’eventuale azione di rimozione del Magistrato Dirigente. Cosa che è impensabile se si considera che non esistono strumenti giuridici che possano mettere in discussione il magistrato dirigente. Per il momento dal governo e dalla maggioranza come risposta alle nostre preoccupazioni abbiamo assistito al tentativo di ridurne la portata, quasi volessero sbeffeggiarci ma visto che l’operazione titoli è alla base di quel che rischia di succedere in Tribunale crediamo che sia più che lecito avere dei timori”. Così anche il Consigliere Elena Tonnini: “Non si può in questa fase agire sul Tribunale e fargli perdere l’equilibrio di cui ha bisogno per andare a fondo ai procedimenti in corso. Penso in particolare ai procedimenti legati al conto Mazzini e appunto alla questione titoli. Questione che fino a questo momento è stata negata e di cui oggi con una contraddizione grottesca si parla confermando la sua esistenza e difendendola a spada tratta”. Torna invece sugli Npl il Consigliere Federico Pedini Amati “le dichiarazioni del capogruppo di Ssd Giuseppe Maria Morganti mi portano a consigliargli come prima cosa di fare pace con se stesso. Fino a ieri diceva che gli Npl sarebbero stati gestiti internamente e ora sostiene in un comunicato che sarebbero all’asta da oltre un anno. Ricordo a Morganti e al governo che esiste un ordine del giorno votato all’unanimità dal Consiglio Grande e Generale dove si deliberava che l’eventuale vendita degli Npl sarebbe dovuta passare dal Consiglio e dalla commissione finanze”. Dure le parole del Consigliere Alessandro Mancini: “La convocazione del consiglio giudiziario plenario è di per sé un’anomalia visto che la prassi vuole che prima si riunisca la commissione affari di giustizia che non è stata convocata. La speranza è che non si voglia davvero rompere l’equilibrio del Tribunale. Certo è che sulla questione titoli le cose debbono essere chiarite in maniera seria senza voler sempre mistificare la realtà come ha fatto Morganti nel suo comunicato che di fatto non chiarisce assolutamente nulla. Come del resto non fa chiarezza il comunicato di Banca Centrale che anzi solleva molti dubbi. Si è scritto in quel comunicato che si è dato mandato ad una società di valutare i titoli acquistati dall’istituto centrale. Ma la domanda è? Le verifiche si fanno ex post? E non aveva Banca Centrale al suo interno degli esperti che potessero fare quelle verifiche, magari per tempo? La questione della cedola lascia anch’essa il tempo che trova e solleva altre criticità. Il fatto che sia stata pagata la prima cedola non significa che l’investimento sia buono. Può anzi suonare come campanello d’allarme un alto rendimento perché si sa che più gli interessi sono alti e più i titoli sono rischiosi”. Il richiamo alla responsabilità in un momento che rischia di essere cruciale è venuto anche dal Consigliere Dalibor Riccardi che ha parlato in merito al Consiglio giudiziario plenario e ai possibili scenari se non verrà cercata la strada del dialogo e non si agirà ispirati dal senso delle istituzioni. E’ unanime inoltre la preoccupazione per il discredito che questa vicenda porterà di fronte agli organismi internazionali. Quegli stessi organismi internazionali verso i quali l’opposizione è pronta a rivolgersi.

(Repubblica Sm)