Ad un certo punto ci arriva in casa una patata bollente. Il capo della polizia giudiziaria libica viene arrestato in Italia dopo aver, a lungo, girovagato in Europa.
Lui era andato a vedere la Juve, che i libici considerano un po’ loro, una volta era loro, in parte, in società con gli Agnelli, gli editori del principale giornale della sinistra adesso. Il giornale di riferimento di Landini e della Schlein.
Pensate come gira la storia.
Ma torniamo sul punto.
La patata è bollente. Se arresti il capo della polizia giudiziaria libica una serie di equilibri geopolitici vanno a farsi fottere.
Cosine cosi, di poco conto, che hanno a che fare con le materie più bollenti degli equilibri nel mediterraneo: influenza geopolitica, flussi immigratori, energia( Eni).
Questioni di Stato.
La patata bollente doveva ritornare in Libia subito. E il Governo l’ha rispedita lì. Bene. Punto.
Poteva farlo in un modo diverso, migliore?
Non lo so e non mi importa, non è importante.
Ciò che è importante è che la patata sia nel suo posto. E che si raffreddi.
Ci fosse il Pd di Minniti (il migliore gestore, al tempo, degli accordi con i libici) la questione sarebbe stata già chiusa e impacchettata.
Ci fosse, comunque, una opposizione decente, la questione sarebbe stata chiusa lì.
E invece no. L’opposizione in Italia la fanno alcune correnti della magistratura, come disse un paio d’anni fa Crosetto.
Ma per fare opposizione in modo efficace ci vuole intelligenza politica. Che non esiste. Lo so che state pensando alla Serracchiani….Ma non mi riferisco a lei. Pensate alla Schlein? No non mi riferisco nemmeno a lei.
Non sono loro i principali sostenitori della Meloni.
Si impegnano ma non ce la fanno a vincere la concorrenza.
Le patate in questo caso sono lesse.
Lo Voi vince. I magistrati che riportano in Italia gli immigrati dall’Albania vincono. Sono i più meloniani di tutti.
L’uno-due, protesta con cartello e aventino durante durante le cerimonie dell’anno giudiziario e Lo Voi che indaga Meloni e mezzo Governo, due giorni dopo, vincono.
Meloni è stata bravissima. Lo dico chiaro: brava.
Non mi faccio intimidire, non mi faccio ricattare.
L’Anm è corsa ai ripari con un tecnicismo: non è avviso di garanzia ma un atto dovuto. Balle!
E’ una balla. Le balle che raccontano i giornalisti, ad iniziare da quelli del giornale di proprietà degli Agnelli, già soci dei libici. E poi il resto.
Un atto dovuto?
Cioè io, ex parlamentare come Li Gotti, scrivo una lettera, un esposto alla Procura di Roma, ipotizzando un reato commesso dalla Presidente del Consiglio e da mezzo Governo e la Procura indaga (leggete la notifica: “quale persona indagata”)?
E’ una cosa pazzesca.
Cioè, io, come ex parlamentare o come semplice cittadino posso far indagare il Governo quando mi pare? Con una lettera per notizie apprese dalla stampa. C’è da piangere ma non riesco a non ridere.
Cioè, Li Gotti non ha una notizia di reato, ha una notizia di stampa e ipotizza un reato e il Capo della Procura più importante d’Italia indaga il Governo? C’è da morir dal ridere. Per poi piangere. Per questo Paese (ma fra poco dirò Nazione anche io… mi costringono!) incredibile.
Ci vuole intelligenza dicevo.
Ma questo uno-due non è intelligente.
E’ letale.
Per la credibilità dell’opposizione vera.
Non mi riferisco alle patate lesse che chiedono alla Meloni di andare a spiegare in Parlamento quel che non si può spiegare e che solo loro, essendo lesse, non hanno capito che non si può e non si deve spiegare.
La Meloni gongola. E sa benissimo chi deve ringraziare.
Sergio Pizzolante