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  • San Marino. La politica con la p minuscola … di un lettore

    Riceviamo e pubblichiamo

    ”Egregio Direttore,
    la giustizia (senza G maiuscola) rimane il solo ed unico terreno di scontro tra maggioranza e minoranza.
    Le elezioni hanno invertito solamente i ruoli per il resto solita “messa” in Consiglio.
    Al Consigliere Boschi va il merito di aver detto “apertis verbis” in aula, con un intervento poco politico ma molto accorato, in che squadra si trovi a giocare sulla partita della giustizia.
    Un intervento in cui ha identificato (con nomi e cognomi) le due squadre in campo.
    Includendo gli attori, anche togati, protagonisti di questo scontro.
    Due squadre miste, politico – togate, che sempre a detta di Boschi vedono come capitani i due noti magistrati Buriani e Pierfelici.
    Grazie Boschi per il Tuo coraggio, per aver fatto i nomi e cognomi guadagnandoti il meritato titolo di eroe del giorno.
    In tanti te l’hanno riconosciuto, non solo i giornali, ma anche RF che – dopo averti messo nella black list per aver dato fiducia a Matteo Ciacci nello staccare la spina al governo di Mario Venturini – ora ti rilegittima con un comunicato vergando parole, sulla propria carta ufficiale, di encomio e sostegno.
    Fossi in Lei, caro Boschi, ci rifletterei però un po’ su.
    Quando partono le incensazioni politiche a volte occorre guardare dietro le apparenze.
    Non dico che consapevolmente o inconsapevolmente Lei abbia fatto il gioco pro RF ma, a pensar male…
    Mentre maggioranza e minoranza si accapigliano su quale magistrato abbia fatto il casting per il governo che permettetemi una battuta, dato quanto accaduto nella precedente legislatura, potrebbe trattarsi di una riproposizione ci si dimentica che al vertice del tribunale c’è un certo Giovanni Canzio.
    Il cui curriculum, nonostante le parole frettolose di Boschi, parla per se e non c’è da aggiungere altro.
    Una nomina che ha dato credibilità al tribunale già sottoposta ad un tentativo di declassamento, da qualche furbacchione della politica, facendola passare come superata.
    D’altronde il gioco del “divide et impera” ha ancora molti affezionati desiderosi di travolgere lo stato di diritto pur di regolare conti e vendette politiche o per interessi di parte.
    Ma a San Marino, ormai si sa, tutto è giustizia: anche la politica.
    Processi, indagini, avvisi di garanzia e chi più ne ha più ne metta.
    Evidentemente va bene così, ma “qui prodest”?.
    Ai sammarinesi sicuramente no.

    Un lettore”