San Marino. La politica (e non solo) attende i dettagli della richiesta dai cinesi della Maxdo

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La creazione di una banca di investimenti sul Titano da parte del Maxdo Group, colosso multinazionale con base ad Hong Kong, che farebbe della Serenessima Repubblica il proprio centro operativo in Europa.

Nella loro ultima visita di metà gennaio i paperoni d’oriente hanno però posto le proprie condizioni: la possibilità di ottenere per i massimi vertici della nuova azienda i passaporti sammarinesi e una sede di diverse migliaia di metri quadri all’interno del centro storico di Città, con una preferenza per il parcheggio 6.

In cambio, per così dire, investirebbero in Repubblica subito diverse decine di milioni di euro e creerebbero almeno una quindicina di posti di lavoro altamente qualificati. Solo per iniziare. Oltre alle due richieste già di per sè piuttosto ingombranti, la politica del Titano deve mettere sul piatto della bilancia anche i risvolti internazionali della vicenda, visto che il giro d’affari generato dalla nuova costola della Maxdo sarà estremamente elevato e quindi potenzialmente foriero anche di controversie non solo con l’Italia ma anche con l’Europa.

Per prendere una decisione di questa portata quindi la politica ha chiesto agli imprenditori cinesi i dettagli dell’investimento. In due parole: business plan. (….) La Tribuna

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