San Marino, la Pubblica amministrazione guarda all’Europa: al via il piano strategico di formazione

Il Titano spinge sull’acceleratore dell’integrazione europea puntando tutto sul capitale umano. La Direzione della Funzione Pubblica ha ufficializzato oggi il piano delle attività formative per il 2026, uno strumento cruciale per allineare la macchina statale sammarinese agli standard e alle sfide imposte dall’Accordo di Associazione con l’Unione Europea.

Andrea Belluzzi

In un comunicato diffuso dalla Segreteria di Stato per gli Affari Interni, viene illustrata una strategia che intende superare il concetto di semplice aggiornamento tecnico per abbracciare una riqualificazione profonda del Settore Pubblico Allargato. L’obiettivo è garantire che ogni dipartimento ed ente autonomo disponga degli strumenti interpretativi e operativi per recepire con efficacia le dinamiche normative comunitarie.

“La nostra attenzione è massima nel far crescere le competenze e la professionalità all’interno della macchina statale”, ha dichiarato il Segretario di Stato per gli Affari Interni, Andrea Belluzzi, sottolineando l’importanza del fattore umano in questa fase di transizione. “Mentre prosegue il confronto politico e istituzionale sull’integrazione europea, il Dipartimento della Funzione Pubblica lavora con determinazione sul fronte operativo. Stiamo definendo le modalità per declinare l’applicazione dell’Accordo nei diversi settori amministrativi, partendo proprio dal presupposto che siano le persone a determinare il successo di questo storico passaggio”.

Per Belluzzi, investire nella formazione equivale a preparare il Paese a giocare un ruolo attivo nel contesto continentale, attraverso “una struttura pubblica moderna, agile e preparata”.

Il programma operativo prevede un coinvolgimento diretto dei vertici amministrativi: Direttori e Dirigenti sono chiamati a rilevare i fabbisogni formativi dei propri settori, con l’obbligo di trasmettere dati e valutazioni entro il 31 gennaio prossimo. Un metodo partecipativo pensato per assicurare che i corsi siano aderenti alle reali necessità dei servizi erogati a cittadini e imprese. L’iniziativa punta dunque a trasformare l’integrazione europea in un’opportunità di rinnovamento culturale per l’intero apparato burocratico sammarinese, mettendo al centro il merito e la specializzazione.