San Marino. Verso il voto del Decreto sui profughi palestinesi. Il “Mago-Beccari” e la genetica da palla di cristallo: quando il DNA “buono” rende inutili i servizi di sicurezza…di Enrico Lazzari

 

 

Mentre i sammarinesi si apprestano ad osservare l’ennesimo atto del teatro consiliare che culminerà nel voto sul Decreto 154, lunedì a Palazzo Begni andava in scena uno spin-off degno dei migliori laboratori di fantascienza. Il Segretario agli Esteri, Luca Beccari (PDCS), smessi per un attimo i panni del diplomatico, ha indossato il camice bianco da genetista per rassicurarci tutti: i trenta profughi palestinesi in arrivo non sono pericolosi perché – testuali parole – “non hanno nel DNA quello di fare del male agli altri”.

Resta da capire se a Palazzo Begni abbiano installato un sequenziatore genomico di ultima generazione o se Beccari abbia acquisito poteri da indovino tra un bilaterale e e una palla di cristallo… Perché sostenere che il “male” o l’inclinazione al terrorismo siano scritti nel codice genetico non è solo una bizzarria scientifica, ma è una favoletta rassicurante raccontata a un Paese che il Governo, evidentemente, continua a considerare popolato da gente col quoziente intellettivo di un peluche decapitato.

Caro Segretario Beccari, il problema – come di certo saprà nonostante la per nulla azzeccata metafora – non è il DNA. Il male, quello vero, quello che abbiamo visto in mondovisione il 7 ottobre, o a Parigi più volte e così via, non è una mutazione cromosomica: è un’ideologia. È un virus culturale inoculato già ai bambini nelle scuole di Gaza, da decenni, finanziato dai petrodollari iraniani e gestito da quei macellai di Hamas che Beccari finge di non vedere dietro la nebbia della sua “solidarietà”.

Mentre il Segretario ci propina la sua biologia spicciola, i dati — quelli veri, che non hanno bisogno di microscopi — dicono altro. E vale la pena ripertli fino alla noia: i sondaggi del PCPSR, rilanciati persino da Al Jazeera (che non è esattamente l’ufficio stampa del Mossad), ci dicono che oltre il 60% della popolazione palestinese ha esultato o giustificato i massacri di Hamas. Ora, con una roulette russa che ha sei proiettili su dieci nel tamburo, Beccari ci assicura che lui farà scattare il percussore solo sui quattro “slot scarichi”… Come faccia a distinguere un civile traumatizzato da un miliziano in costumer carnevalesco da “povero diavolo” e con la sola forza del pensiero (o del DNA) resta il mistero glorioso di questa legislatura.

E non ci si venga a propinare la solita minestra riscaldata del “modello Ucraina”. Paragonare madri e bambini che scappano da un’invasione convenzionale con l’obiettivo di tornare a casa, a un’accoglienza da un’area dove l’odio religioso e il martirio sono sport nazionali, è un esercizio di equilibrismo intellettuale che offende l’intelligenza dei sammarinesi. Qualcuno ricorda attentati ucraini in occidente, a parte la gravissima esplosione del gasdotto Nord Stream?

Beccari ha poi ammonito a non trasformare “dubbi legittimi in estremismo”. Curioso. Di solito, l’accusa di estremismo – al pari di quella di “xenofobia e razzismo” ascoltata in Consiglio dai banchi di Rete (leggi qui) – è l’ultimo rifugio di chi non ha argomenti per rispondere a domande sensate… Un po’ come usare la palla di cristallo! Dare dell’estremista a chi chiede garanzie sulla sicurezza di 30.000 anime è come dare dell’incendiario a chi controlla se il gas è chiuso prima di andare a dormire. L’unico vero estremismo, qui, è quello di un Governo e di una sinistra, parlamentare e extraparlamentare, che per un selfie internazionale e un briciolo di “estetica umanitaria” è disposto a ignorare i report dei servizi di sicurezza e il buonsenso più elementare.

Se la solidarietà fosse una cosa seria – e non un concorso di bellezza geopolitico – la soluzione sarebbe stata quella che ripetiamo da giorni: Aeroporto-Ospedale-Aeroporto. Si curi chi soffre, si dia il meglio della sanità sammarinese, si garantisca dignità per il tempo necessario a ospiti e accompagnatori. Ma poi, a cure terminate, si invitino questi stessi ospiti a rientrare a casa.

Perché Beccari e i suoi compagni di viaggio hanno così paura di una scadenza certa? Se sono tutti “buoni di DNA”, saranno di certo risorse determinanti per ricostruire la loro terra invece di restare sul Titano con permessi rinnovabili all’infinito e ricongiungimenti familiari pronti a trasformare un’emergenza in una migrazione “biblica” e programmata.

L’irrazionalità ideologica ha già fatto troppi danni in passato (qualcuno ricorda ancora i brindisi della sinistra per la caduta dello Scia d’Iran, che ha aperto la strada al regime degli Ayatollah?). Non permettiamo che oggi sia una presunta “genetica della bontà” a firmare un assegno in bianco sulla sicurezza di San Marino. La solidarietà si fa con il cuore, ma la politica si fa con la testa. E anche a Palazzo Begni, ultimamente, sembrano aver smarrito entrambe…

Enrico Lazzari