Sulla base delle proposte presentate mesi fa dal governo il contributo di solidarietà potrebbe avere un peso decisamente alto, con la proposta C, la più onerosa, su 2000 euro inciderebbe per 210 euro mensili, su 3000 per oltre 500.
Il governo punta ad andare avanti per la strada già tracciata. Lo fa pensando che scaricare la zavorra Celli possa servire a raggiungere più velocemente il traguardo prefissato. In un recente documento ribadisce dunque l’opportunità di chiedere aiuto al fondo monetario internazionale e presenta le linee guida di un bilancio lacrime e sangue.
La riforma pensionistica è solo rimandata ma già dal gennaio 2019 è prevista una sospensione triennale pari a 19 milioni di euro del trasferimento da parte dello Stato del contributo in favore del Fondo lavoratori dipendenti. Per non parlare poi dell’abbattimento forfettario sui redditi da pensione che passa dal 20 al 7% sino ad un tetto massimo di 2.800 euro. Per ciò che concerne la riforma delle pensioni si ribadisce quanto proposto e tra le altre cose si andrà verso un rafforzamento del contributo di solidarietà sulla base delle tre proposte, già fortemente criticate dai sindacati, pubblicate alcuni mesi fa da Repubblica sm. Riproponiamo dunque le tabelle con le tre proposte sulla base delle quali il sindacato ha elaborato un raffronto con la situazione attuale. Aggiungiamo inoltre una nostra rielaborazione dalla quale emerge quanto il contributo di solidarietà andrà a incidere mensilmente (colonna viola).
Credit: La RepubblicaSM
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