L’Università di San Marino è cresciuta. Tanto: sia per numero di studenti, sia per il livello delle sue attività. E come sempre, l’inaugurazione dell’Anno Accademico è stata l’occasione per il Magnifico Rettore Corrado Petrocelli di fare il punto della situazione e per annunciare le novità. Che sono assolutamente qualificanti per l’Ateneo sammarinese, ma anche per il Paese di cui porta le insegne.
La cerimonia al Centro Congressi Kursaal è stata prestigiosa, presenziata dai Capitani Reggenti, dagli emissari di varie Università italiane, dalle autorità di governo e dalle rappresentanze della società civile e culturale. Ma ha destato commozione e una vera e propria ovazione la manifestazione degli studenti che, in apertura, hanno disteso sull’intera sala del Kursaal un immenso velo dipinto con le parole di pace e di solidarietà, contro le guerre e le discriminazioni.
“Questa è la nostra idea di Università” ha incalzato Petrocelli, dedicando l’anno appena iniziato a questo impegno ideale, contro l’indifferenza. “Siamo in un mondo interconnesso – ha spiegato – ma anche le crisi e i conflitti non hanno confini. L’Università è l’antidoto contro le guerre, i muri, le barriere, le diseguaglianze. Un luogo dove le identità non si possono scartare. Un luogo in cui nascono le idee, i confronti e la discussione, perché l’Università è fatta di pace”.
Poi ha passato in rassegna le attività dei diversi dipartimenti, che sono tantissime e notevoli, nonostante le dimensioni ridotte dell’Ateneo, a cominciare dal recente ingresso nell’Area di Alta Formazione europea. “Il beneficio è palese e tangibile per noi, ma soprattutto per San Marino”. E su questa scia è arrivato l’annuncio del prossimo ingresso di UNIRSM in Erasmus + (acronimo di EuRopean community Action Scheme for the Mobility of University Students. In italiano: Schema di azione comunitaria europea per la mobilità degli studenti universitari). A brevissimo comincerà lo scambio di studenti. “Siamo piccoli – ha chiosato – ma facciamo le stesse cose dei grandi”.
Solo un paio di criticità ha elencato di fronte al Segretario di Stato Teodoro Lonfernini, che subito dopo ha portato i saluti del governo: occorrono più risorse per la ricerca universitaria e la creazione di uno studentato, perché mancano servizi e strutture per gli studenti. Alcuni dei quali, per la prima volta sono stati invitati a parlare di fronte all’intero Senato Accademico e alla platea per illustrare uno dei tanti progetti di ricerca e applicazione di modelli alternativi, in particolare quello sviluppato in Ruanda.
A coronamento della cerimonia, la prolusione dell’ospite più atteso, il giurista Gustavo Zagrebelsky, che ha pronunciato una lectio magistralis dal titolo “Elogio del piccolo”. Citando Machiavelli, l’illustre professore ha ricordato che il piccolo dominio è quello che non può mantenersi da sé ma ha bisogno di protezione. Solo la Repubblica di San Marino, ha sottolineato, è riuscita a non farsi divorare dai grandi e anzi è riuscita ad affermarsi a livello internazionale. Ma poi si è anche chiesto se la sua libertà, erede di quelle che furono le città Stato, è un’anomalia (quindi con accezione negativa) oppure un’eccezione, cioè un caso che esce dalla regola comune e che si distingue da altri casi analoghi. Ha portato quindi l’esempio degli altri piccoli Stati europei, che si sono mantenuti destreggiandosi tra le potenze confinanti con particolari esercizi di equilibrismo. “C’è una grande differenza con San Marino, ultimo esempio delle libertà comunali, che si è sempre difesa dall’omologazione della propria identità e dagli interessi altrui”.
La libertà che è scritta nel suo stemma, ha ulteriormente commentato, riassume dunque l’essenza stessa della sua lunga vicenda, che si è trasmessa nei secoli senza asservimento né alla Chiesa, né all’Impero, come recita lo scritto nel quadro del Retrosi a Palazzo “Libero vos ab utroque homine”. “Questo grande significato – ha concluso Zagrebelsky – per una così piccola dimensione, presenta qualcosa di miracoloso”.