San Marino. L’ASTROLABIO – “L’Inizio del Declino” … di Augusto Casali

Il nostro Paese da un po’ di lustri sta vivendo un periodo di appannamento generale che, a sua volta, produce pressapochismo e, sovente, improvvisazione. Tale processo ha indebolito il tessuto politico sammarinese, con tutti i conseguenti effetti negativi. Un tempo la politica, pur con tutti i suoi limiti, rappresentava, attraverso le sue varie espressioni democratiche, un punto di riferimento per i cittadini in quanto i partiti si ispiravano a ideali, principi e valori ed erano capaci di rappresentanti autorevoli, onesti, preparati e da tutti riconosciuti, cosa che oggi non accade più da tempo.

L’ex Segretario di Stato agli Esteri (anche) Augusto Casali

Quando è avvenuto l’inizio del declino? A mio avviso, sulla base della mia esperienza, il vero spartiacque è stato l’ultimo decennio del secolo scorso, ovvero quando i partiti in quanto tali hanno perso la gestione del voto estero, delegandolo a uomini che avrebbero dovuto essere di fiducia. Ma si sa, l’uomo è debole, spesso ingordo e le cose non andarono così come forse qualcuno aveva pensato. Il voto estero è servito per alimentare le cordate e per tutelare spesso interessi particolari, e alla fine ha pesantemente influito, non tanto sulla composizione delle coalizioni di governo, ma sulla composizione dei gruppi all’interno del Consiglio Grande e Generale e condizionato, in modo devastante, anche gli organi di partito congresso dopo congresso. Parlo ovviamente almeno di tutti i partiti maggiori dell’epoca.

E’ così che la democrazia interna ai partiti, fatta di controlli, garanzie e filtri, si è tramutata in un semplice paravento per decisioni già prese nelle conventicole, tanto è vero che da allora tutti i congressi si concludono sempre all’unanimità, tanto per dire.

Dentro gli effetti prodotti dalla involuzione della politica sammarinese di quel periodo, ha trovato spazio il connubio politica/affari e il sistema societario, così concepito come eraallora, è saltato, ovviamente qualche complicità diretta o indiretta c’è stata e si è rafforzata la commistione tra politica e affari, mentre il bene comune è stato sacrificato.

E’ così che la politica ha perso via via credibilità, prestigio e rappresentanza. Il numero degli  elettori nelle varie elezioni si assottiglia sempre di più e, per contro, sempre di più cresce il numero degli astenuti, i quali non si riconoscono più nelle linee tracciate dalla politica attuale.

Ma noi sammarinesi siamo persone dalla memoria corta e ci dimentichiamo facilmente della nostra storia passata e più recente. Però, tutto ciò che stiamo vivendo oggi, è il frutto di tutte  letrasformazioni e gli avvenimenti politici e quindi sociali, finanziari ed economici che dovrebbero essere conosciuti e studiati, soprattutto da chi intende intraprendere la carriera politica.

Ma andiamo in ordine: poi è arrivata la Globalizzazione, che oggi ci consegna un mondo dove i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri e poi l’Euro, la moneta che ci doveva fare lavorare un giorno di meno e guadagnare di più. Ricordate? E poi a San Marino c’è stata la vicenda “Conto Mazzini”, che ha spazzato via una intera classe politica buttando nella discarica i disonesti ma anche gli onesti, che invece avrebbero potuto essere molto utili. Il loro posto è stato preso dai “nuovisti” ad ogni costo, che moralizzeranno la politica, si diceva. Invece, non fa in tempo a spegnersi l’eco del “Conto Mazzini”, che scoppia il caso “Confuorti”, se possibile ancor peggiore degli altri: una specie di colpo di stato che ha coinvolto alcuni dirigenti di Banca Centrale, imprenditori, un direttore di banca, politici e un giudice del nostro Tribunale. I sammarinesi si sono allora risvegliati dal letargo e devono aver pensato: ma allora non è cambiato nulla! Allora, cambiamo Governo! Cambia che te cambia, stiamo a vedere come finiranno le indagini in corso, ma la vicenda della vendita di Banca di San Marino al gruppo bulgaro non lascia presagire nulla di buono per il nostro Paese e per la sua immagine. Insomma, il connubio politica/affari, bisogna prenderne atto, non è stato debellato, in quanto si rigenera, cambiando solo i protagonisti.

Se le cose stanno così e confrontiamo i periodi del prima e deldopo l’indebolimento del ruolo della politica nel nostro Paese, la “Questione morale” è scomparsa a San Marino? I sammarinesi hanno oggi meno problemi di ieri? Il potere di acquisto attuale di un sammarinese è mediamente paragonabile a quello di ieri? Se ci pensate bene in questo ultimo decennio San Marino ha fatto il percorso del gambero.

Anche e soprattutto sul piano ideale le cose credo che aumentino il disorientamento dei cittadini nei confronti della politica in generale. Poco tempo addietro socialisti, comunisti o democristiani erano perfettamente riconoscibili, così come erano riconoscibili le ideologie e le filosofie ispiratrici. Oggi domina il “politicamente corretto”, che riduce il confronto tra forze politiche, ne annulla le differenze e fa spazio al pensiero unico. Se ci pensate bene, sui tanti temi trattati in questi ultimi tempi, fatte poche eccezioni, quali sono le differenze tra maggioranza e opposizione? Tra destra e sinistra? Prevale solo la tattica, a volte la strategia, in altri casi la furbizia e l’unico obiettivo è il posto in Consiglio e possibilmente al Governo, per fare cosa è assolutamente secondario e la coerenza è solo un orpello che appartiene al passato. Questo fatto, a me sembra molto pericoloso per il futuro. Tutto sommato, quando i cittadini dicono che “Tanto…sono tutti uguali”, un po’ di ragione cominciano ad averla.

Un altro pericolo, frutto di tutto ciò che è avvenuto nel nostro Paese, è indubbiamente la mancanza di una vera, concreta e realistica politica estera. Da una decina di anni l’unico faro per il Governo è l’Unione Europea, e ci siamo legati, motu proprio, senza che nessuno ce lo abbia chiesto ad un Accordo di associazione che, a fronte di alcune possibili opportunità, è evidente che offre molti adempimenti svantaggiosi. Nel nome di questo Accordo si è rinunciato ad esercitare una politica estera tesa a risolvere problemi attraverso accordi bilaterali su temi specifici. Si è pensato di scavalcare l’Italia, la quale ovviamente ha preteso l’inserimento dell’addendum; sempre senza che probabilmente nessuno ce lo abbia chiesto, abbiamo rinunciato alla neutralità che aveva caratterizzato la politica estera del passato, aderendo alle sanzioni verso la Russia, l’unico Paese che da subito ci ha aiutato al tempo della epidemia del Covid, quando l’U.E ci faceva marameo; è stata riconosciuta la Palestina, quando lo Stato Italiano che circonda da ogni lato la Repubblica di San Marino, non lo ha ancora fatto ed è pronta a farlo solo se i terroristi di Hamas non la guideranno più. E’ pur vero che allinearsi all’Italia non è obbligatorio, ma data la situazione internazionale, probabilmente era opportuna maggior prudenza.

Purtroppo nell’azione  posta in essere dalla direzione della politica estera sammarinese viene trascinato tutto il Governo, il quale, in ossequio al pensiero unico di cui si è detto sopra, ha assunto posizioni che contrastano con la volontà dei cittadini, così come è successo con la scelta di non fare esprimere il popolo sammarinese sull’Accordo di Associazione all’U.E., attraverso un Referendum, vale a dire la massima espressione della democrazia possibile; Così come è accaduto sulla neutralità, soppressa senza il coinvolgimento dei cittadini; e così come è avvenuto con la vicenda del riconoscimento della Palestina e della  l’ospitalità di 30 palestinesi a San Marino, e se proprio vogliamo fare il pieno, con la riforma IGR, che ha prodotto una risposta popolare di proporzioni così ampie che ha, almeno in questo caso ha ottenuto di far fare marcia indietro al Patrio Governo infallibile!

Ecco che cosa ha prodotto la grande rivoluzione nuovista. Io sono un inguaribile ottimista che continua, alla mia età, ad inseguire i sogni. Allora penso che rispetto ai 1725 anni di storia, secondo quanto afferma la leggenda che riguarda San Marino, quella attuale sia solo una parentesi che non sarà ricordata nella lunga storia di San Marino e nulla potrà essere tolto al suo gloriosopassato. Spero che sia recuperato il senso più nobile del fare politica, garantendo al nostro Paese il futuro che merita, tenendo bene a mente che gli uomini che si succedono come figurine passano e la Repubblica di San Marino continuerà ad esistere.

Augusto Casali