San Marino. L’ASTROLABIO – “Scelta obbligata” … di Augusto Casali

L’ex Segreterario di Stato Augusto Casali

Da quando la D.C. ha ricevuto il mandato per formare il nuovo governo, è cominciata la “sceneggiata”. Ogni giorno se ne sente una: preferiamo un governo politico, ha detto qualcuno, quando un vero e proprio governo politico, che annullerebbe molte differenze in campo, di fatto non esiste proprio per le posizioni inconciliabili e rese pubbliche, ad esempio, in materia di Banca Centrale e Tribunale, per non parlare della “cricca” sì o “cricca” no.

Altre formazioni corsare pare abbiano puntato a fare incetta di Segreterie di Stato per la pace interna, ma il terreno si sarebbe rivelato minato e quindi gli sarebbe stato fatto un garbato ma deciso invito a non esagerare.

Qualcuno afferma che ha vinto la continuità paciosa e paternalista di “Democrazia e Libertà”, altri sostengono che oltre il 60% dell’elettorato non ha comunque votato per la DC e il suo alleato e allora occorre discontinuità nel metodo e nella sostanza della gestione del potere.

Poi ci sono le boe di salvataggio, che galleggiano lì, ferme, in attesa, sparse qua e là, perchè vanno bene per tutti i naviganti, di governo preferibilmente, ma anche di opposizione. 

La verità è che le strade indicate dalla sgangherata legge elettorale di cui attualmente disponiamo, indica alle forze politiche una strada praticamente obbligata: La Coalizione capeggiata dalla DC e la Coalizione Libera/P.S: – PSDS, sono destinate a fare il Governo della Repubblica. Tutti lo sanno ma tutti, salvo clamorose sconfessioni, fingono di scervellarsi per dare una guida a questo nostro Paese.

Infatti, le ragioni per cui le cose andranno a finire così sono diverse: i numeri giocano a  favore delle due Coalizioni inequivocabilmente; la D.C. vede l’eventuale ballottaggio come il fumo negli occhi visti i precedenti e farebbe di tutto pur di evitarlo; Libera/P.S.-PSDS hanno al proprio interno, legittimamente,  molti più estimatori del Governo rispetto all’eventuale ballottaggio: quindi, perché lasciare il certo a favore dell’incerto? Il combinato disposto previsto poi dalla legge elettorale porta inevludibilmente al binario obbligato in cui oggi si trovano le forze politiche sammarinesi.

Piuttosto ora si apre la settimana decisiva per la ripartizione delle Segreterie di Stato, ovvero per sciogliere i veri nodi di questa vicenda politica. La DC ha riaffermato la propria forza contrattuale, che, ovviamente, vorrà far valere, anche nei confronti dell’alleato di Coalizione; l’altra Coalizione ha comunque ottenuto nel suo insieme un buon risultato che la rende indispensabile per dare vita ad una nuova maggioranza e avrà necessità di Segreterie di Stato di peso, che salvaguardino la dignità delle varie forze politiche che la compongono. Da tutto ciò deduco che inevitabilmente qualche lieve mal di pancia emergerà  all’interno delle due Coalizioni, ma alla fine, come si dice sempre, nell’interesse del Paese, il Governo sarà varato.

Ultime due considerazioni. Prima: quando si fa qualcosa perchè praticamente obbligati, le ciambelle non riescono quasi mai con il buco e i nodi prima o poi vengono al pettine.

Seconda: La legge elettorale va assolutamente cambiata. Se è vero che la nostra e una democrazia rappresentativa, la rappresentatività degli elettori deve essere favorita e non penalizzata come avviene oggi con lo sbarramento al 5%. Voi trovate giusto che una forza politica come Demos, che ha raccolto oltre 800 voti, equivalenti ad almeno 2 seggi, stia fuori dal Consiglio Grande e Generale? Io lo trovo inaccettabile sul piano democratico, perché quegli elettori non avranno rappresentanza nell’organismo legislativo della Repubblica. Alla faccia della democrazia rappresentativa!

Credo che da subito le forze politiche debbano attivarsi per riformare la legge elettorale ripristinando il sistema proporzionale puro, che rimane il più equo, abbattendo anche gli sbarramenti, affinchè nel Consiglio Grande e Generale siano rappresentate, con le esatte percentuali assegnate dagli elettori, le varie forze politiche che hanno ottenuto consiglieri. A quel punto potremo dire a pieno titolo: la nostra è una vera democrazia rappresentativa!

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