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  • San Marino. L’Audit riuscirà a fermare l’emorragia di soldi dell’ISS? … di Alberto Forcellini

    Fanno scalpore le indiscrezioni che da quale tempo circolano sull’Audit ISS, per tal motivo, girando per i corridoi dell’ospedale, può capitare di incontrare qualcuno che sa molte cose e che racconta anche quello che non è uscito sui giornali. Ad esempio sulle “rivalse”. Tramite questa voce, l’ISS incassa i rimborsi assicurativi su una percentuale calcolata in base alla responsabilità di chi ha provocato il sinistro.

    Pare che dal 1990 al 2009, ci siano 831 rivalse mai incassate.

    Pare che dal 2010 al 2015, le posizioni siano accatastate in un armadio tra polvere e ragnatale. Mai aperte.

    Pare che dal 2016 al 2018, ci siano 45 posizioni per le quali non è stata inviata neanche la lettera.

    Pare che nel 2018, ci siano 118 posizioni neanche istruite.

    È tutto vero? Se lo fosse, vorrebbe dire che l’ISS ha danni cumulativi per molti milioni di euro. Basta fare il paragone con l’unico dato che è uscito relativo al 2020, quando sono stati incassati 1 milione e 800 mila euro, contro i 300 mila del 2019.

    Incompetenza? Menefreghismo? Dolo? Qualcuno dovrà spiegare!

    Ma la domanda su tutte è: si può capire di chi è la colpa e recuperare quanto dovuto? L’altro dato preoccupante è che, a fronte di soldi non incassati, c’è un fiume di soldi che se n’è andato in mille rivoli. Quello che è già uscito sulla stampa o si è sentito in Consiglio, compone un elenco impietoso:

    -le perdite di bilancio del 2017 e del 2018 sono state coperte dalla cassa compensazione;

    -l’utilizzo dei fondi pensione a copertura dello sbilancio derivante dalla discrasia tra contributi e prestazioni erogate è stato pari a 3,8 milioni nel 2017 e a 6,5 milioni nel 2018 (e comunque è una procedura impropria);

    – ci sono pensioni erogate interamente anche quando il soggetto non ha una sufficiente contribuzione, applicando tassi di rivalutazione fuori mercato;

    – l’ISS non ha applicato la ritenuta del 20 per cento sulle prestazioni professionali, quindi ha pagato al lordo e non al netto;

    – sul Casale la Fiorina, l’ISS non ha il controllo della gestione amministrativa, come dovrebbe avere, e pare che siano emersi profili di illegittimità;

    – la legge del 2018 sulla dirigenza medica ha fatto esplodere i costi per oltre 4,5 milioni, senza peraltro risolvere il problema;

    – fornitura farmaci: nonostante la smentita dell’azienda fornitrice, la Farmaceutici Morri, permane il dubbio che ci siano voci da chiarire;

    – 113 nuove assunzioni effettuate tra il 2018 e il 2019;

    – sono stati ritrovati abbandonati due strumenti oculistici per un costo complessivo di 29.8 mila euro, ordinati non si sa da chi e mai utilizzati. È un bel mistero quello delle apparecchiature medicali che non servono a niente e a nessuno. O forse a qualcuno servivano?

    Sta di fatto che l’Audit ISS sembra aver fermato un’emorragia di soldi che per anni ha portato via risorse importanti, senza aggiungere niente alla qualità dei servizi, né alla loro efficienza. Il governo e la maggioranza hanno i numeri per dare una bella raddrizzata a tante storture, che non sono solo quelle appena elencate. L’importante è che sappiano mettere in campo la stessa compattezza e determinazione. Per il momento si può registrare che il bilancio ISS per l’anno 2020 è quasi a pareggio, nonostante le spese per il Covid, che sono state veramente tante e impreviste.  La precedente gestione aveva aumentato i costi di 20 milioni. L’inversione di tendenza è evidente e dovrà essere confermata nei prossimi esercizi finanziari.

    a/f