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  • San Marino. Le false accuse di Repubblica Futura al Segretario Matteo Ciacci. La toppa è peggio del buco … di Marco Severini

    La politica, come la vita pubblica, richiede trasparenza, rispetto delle regole e onestà nei confronti dei cittadini.

    Però, ciò che emerge dalla vicenda legata alle presunte incompatibilità del Segretario di Stato Matteo Ciacci e alle accuse lanciate da Repubblica Futura è ben lontano da questi principi fondamentali. La campagna denigratoria mossa da RF nei confronti di Ciacci si è basata su una serie di falsità che, una volta smascherate, rivelano la gravità della loro condotta.

    Repubblica Futura dapprima ha accusato Ciacci di non essersi dimesso in tempo dal suo incarico di amministratore della cooperativa culturale “Il Timbro”, sostenendo che ciò lo rendesse incompatibile con la sua posizione di Segretario di Stato. Poi, come è stato chiaramente dimostrato, Matteo Ciacci ha presentato le sue dimissioni il giorno prima del giuramento del governo, rispettando pienamente i tempi previsti dalla legge. Questo dato di fatto è stato successivamente confermato, ma ciò che lascia sbalorditi è la reazione di Repubblica Futura.

    Infatti in uno dei loro comunicati, e precisamente quello del pomeriggio del primo di ottobre 2024, RF ammette, non potendo prove alla mano fare diversamente, implicitamente l’errore, scrivendo: “Chi se ne importa se Ciacci si è dimesso da presidente del Timbro! Lo ha fatto? Bene! Nulla più del suo dovere!”.

    Con questa affermazione, Repubblica Futura riconosce che Ciacci ha rispettato la normativa, ma invece di ritrattare le accuse e smentire, minimizza la questione e continua ad alimentare una narrazione di attacco politico basata su falsità.

    Ora infatti, non sapendo più che pesci pigliare, e sprofondando ancora di più nel buco profondo dell’errore marchiano, vorrebbe incolpare, sempre Ciacci, se non l’hanno sostituito nel suo incarico di amministratore unico della Cooperativa IL TIMBRO (Sarà da vedere poi se nella normativa sono previste le dimissioni da amministratore di un’associazione culturale se si viene nominati Segretario di Stato ndr). 

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    Questo comportamento di Repubblica Futura pone interrogativi preoccupanti: è stata una svista o una deliberata scelta strategica per mantenere alta la tensione politica e screditare il governo? Ed una volta scoperti ci si aggrappa sugli specchi per giustificare questo comportamento assai discutibile.

    Un altro elemento fondamentale di questa vicenda è il ruolo di Enrico Carattoni, avvocato-notaio ed esponente di Repubblica Futura. Ciacci, infatti, aveva informato Carattoni delle sue dimissioni attraverso una comunicazione formale. Se Carattoni era a conoscenza di queste dimissioni, come pare dai documenti già pubblicati, come mai non ha chiarito la questione con il suo partito? Questa mancata trasparenza pone ulteriori dubbi sulla gestione interna di RF.

    Se Carattoni, in qualità di notaio dell’Associazione IL TIMBRO, ha effettivamente ricevuto la comunicazione di Ciacci, come è accaduto dalle prove pubblicate, la scelta di non condividere questa informazione con il suo partito è gravissima, poiché ha contribuito a perpetrare una falsa accusa contro il Segretario di Stato.

    Ma se anche Carattoni avesse informato Repubblica Futura delle dimissioni regolari di Ciacci, allora la situazione si fa ancora più grave: significherebbe che il partito ha volutamente ignorato la verità per portare avanti un attacco politico basato su menzogne. Questa condotta non solo è eticamente inaccettabile, ma mette in discussione la serietà di RF come forza politica che dovrebbe tutelare la trasparenza e il rispetto delle regole e quindi se questo fosse confermato le dimissioni del suo capogruppo dovrebbero essere il passo successivo.

    Dimissioni per aver fatto un attacco politico basato su falsità; addirittura in Italia ci si è dimessi per molto meno.

    Oltre alle accuse infondate di una presunta decadenza, Repubblica Futura ha cercato nell’ultimo comunicato, forse per sviare l’attenzione dalle sue responsabilità, di insinuare un conflitto di interessi legato alla delibera del Congresso di Stato di 6.500 euro destinati alla cooperativa “Il Timbro” per l’organizzazione dell’evento “MI GUSTO”.

    Anche qui, ancora una volta, le accuse si sono rivelate completamente fuori luogo.

    La delibera in questione era stata presentata a gennaio 2024, quando Ciacci non era ancora Segretario di Stato, ma membro addirittura dell’opposizione e segretario politico di Libera. Quindi, insinuare che Ciacci abbia avuto un ruolo in questa decisione è un’assurdità dato che la delibera è stata approvata solo in Luglio 2024. Infatti, una volta nominato Segretario, Ciacci si è astenuto dalla votazione relativa a quella delibera, dimostrando ancora una volta correttezza e trasparenza.

    Nonostante Repubblica Futura abbia cercato di dipingere questa vicenda come uno scandalo, l’organizzazione di “MI GUSTO” ha portato risultati concreti e positivi per San Marino e nessuno può metterlo in dubbio, anche gli stessi concorrenti. L’evento ha attirato un gran numero di visitatori, generando un gettito economico anche indotto superiore alla spesa pubblica destinata alla sua realizzazione.

    Dunque, non solo Ciacci ha agito nel rispetto delle regole, ma l’iniziativa, che RF ha cercato di screditare, ha avuto un impatto positivo sull’economia del Paese.

    La domanda che rimane aperta è: perché Repubblica Futura ha scelto di portare avanti una campagna basata su falsità, anche di fronte a prove che dimostrano la correttezza di Ciacci? La risposta più plausibile è che si tratti di una strategia politica per destabilizzare il governo, utilizzando la menzogna come strumento per alimentare lo scontro. Questo è un atteggiamento irresponsabile e pericoloso, che mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nella politica.

    Quindi il caso delle presunte incompatibilità di Matteo Ciacci è un esempio lampante di come Repubblica Futura abbia scelto di ignorare la verità per portare avanti una campagna denigratoria.

    La politica dovrebbe essere basata su fatti e trasparenza, non su bugie e manipolazioni.

    I cittadini di San Marino meritano rispetto e onestà da parte dei loro rappresentanti, e in questa vicenda è evidente chi ha agito correttamente e chi, invece, ha preferito giocare sporco nonostante i tanti comunicati stampa, a volte addirittura palesemente diffamatori anche verso il sottoscritto, che, come in questo caso, ha riportato solo quello che era un suo punto di vista politico.

    Questa è politica veramente di basso profilo.

     

    Marco Severini – direttore di GiornaleSM