Piccola riflessione del giorno dopo: sono ormai 15 anni che dò il La ad ogni spettacolo in cima alla scalinata di ingresso nella cava dei balestrieri.
Primi colpi di tamburo, piede destro avanti e si scende… ogni minimo dettaglio, ogni minimo movimento, ogni minimo respiro… la consapevolezza di questo palcoscenico, la speranza di regalare anche una piccola emozione al bambino seduto in prima fila, la passione di interpretare e rappresentare i nostri avi medievali intenti a difendere la libertà che oggi spesso dimentichiamo di avere… Sono questi i veri valori per i quali suono “il tamburo” cosi come voi lo chiamate… e credetemi, “il tamburo” non è solo un semplice strumento, ma una filosofia di vita basata sul ritmo e sull’armonia.
Tutti i gruppi di rievocazione medievale di San Marino dovrebbero essere una cosa sola, come in questa foto, scattata una settimana fa durante l’Europeo di Arco Storico, in cui il gemellaggio con Il quartiere Canneti di San Quirico d’Orcia è salito in cattedra, regalando l’esempio verso il quale La Cerna dei Lunghi Archi si augura di raggiungere con la Federazione Balestrieri Sammarinesi, Olnano, e tutti gli altri gruppi sammarinesi che come noi, invece di andare al mare, andiamo in città a sudare sotto pesanti costumi marciando in onore della nostra Repubblica.
Michele Zanotti