San Marino. Le promesse della coalizione della monorotaia… ma che fine ha fatto?

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L’altra sera è andato in scena un dramma sportivo ed economico con la sconfitta dell’Italia contro la Svezia e la conseguente eliminazione della Nazionale azzurra dal Mondiale. A tutto ciò va aggiunto il dramma – in questo caso solo economico – dei sammarinesi, costretti dopo neppure un anno di Adesso.sm a fare i conti con la patrimoniale e le nuove tasse. Necessarie a rattoppare una situazione creato da loro. Ora viene perfino fuori che vogliono fare l’Ospedale nuovo. Ma sì! Tanto navighiamo nell’oro! Celli e compagni ci hanno riportato il benessere! Insomma c’è davvero tantissima carne al fuoco: occupazione che non c’è, sviluppo che non esiste, soldi che escono dalle nostre casse, continui attacchi alla democrazia… eppure nulla di tutto questo mi smuove. Lo ammetto. La mia attenzione non è minimamente attratta da questi problemi. Da settimane ho solo una cosa in testa. No, non è Cecilia Rodriguez. Il pensiero fisso dal quale non riesco a staccarmi è la monorotaia promessa dal Segretario al territorio (ora non mi viene il nome). Che fine ha fatto questa importante e vitale infrastruttura che ci avrebbe dovuto virtualmente avvicinare ai cinesi e rappresentare un ponte fra i Castelli, oggi inevitabilmente lontani e difficili da raggiungere? Mi crogiolo davanti al camino in questi primi giorni d’inverno pensando al tepore di quegli scompartimenti che ci eviteranno di prendere la fredda e scomoda auto per arrivare da Serravalle a Borgo. E invece no! Qui si blatera di condoni edilizi, di salti della quaglia dal Psd a Ssd, di scudi fiscali. Io pretendo la mia monorotaia. Ci era stata promessa! Anzi è stata la madre di tutte le promesse, il simbolo stesso di Adesso.sm, che passerà probabilmente alla storia (la storia… non esageriamo che poi si montano la testa! Alla cronaca di paese al massimo) come la coalizione della monorotaia. D’altra parte nei bar non si parla d’altro. Gli anziani pensate che conversino dei fondi pensione? Credete che i giovani siano preoccupati per il loro futuro? Immaginate davvero che negli uffici pubblici si disserti dei tagli ai loro stipendi? Ma dove vivete? L’unico argomento che sotto sotto tiene banco e che fa riscaldare gli animi nonostante le prime avvisaglie di neve è solo lei: la monorotaia. E non fatevi ingannare, perché se qualcuno non ne parla apertamente è solo perché si tratta di una vicenda scottante, ancora di più dell’imprenditore picchiato. Il cuore dei sammarinesi batte per la monorotaia. A questo punto non resta che utilizzare giornalesm per una sottoscrizione pubblica: se anche voi volete accelerare l’iter di questa preziosa opera scriveteci! Scriveteci anche voi cittadini di Acquaviva, fregatevene delle antenne. Scriveteci, correntisti e soci di Asset: morta una banca, se ne farà un’altra! Fidatevi: dalla monorotaia può ripartire tutto. Lì si deve puntare. Non mi resta che salutarvi sperando che queste righe possano avere smosso le coscienze di chi oggi tiene le redini della cosa pubblica. Perché con l’ironia e la satira si dicono le più grosse verità. E al di là delle battute e della goliardia, Celli è diventato davvero Segretario alle finanze e in maggioranza siede la coalizione della monorotaia. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Così come i giochi di prestigio per mascherare una trasparenza vera solo a parole e le tante promesse fatte e non mantenute. Monorotaia docet.

Lo Sciacqualingua

 

(foto d’archivio e generica)

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