San Marino, le società finanziarie si preparano al futuro Lazzari (Assofin): il nostro mercato avrà confini più ampi

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  • Colpite ma non certo knocked out, le finanziarie di San Marino non vedono l’ora di avere regole certe per rialzare la testa. E se l’Italia tentenna a firmare gli accordi di collaborazione, e i tempi per l’adesione all’Unione europea non sono ancora maturi, presto il mercato di riferimento dovrà essere ampliato, con l’abbandono di ogni forma di isolamento.

    Maria Stefania Lazzari, presidente di Assofin, associazione che rappresenta le finanziarie e fiduciarie sammarinesi, vede un futuro sereno al di là delle nuvole che ora offuscano il sistema sammarinese. Lo scudo fiscale è un problema, dice, ma il Titano ha le risorse per fronteggiarlo.
    Dottoressa Lazzari, partiamo dagli accordi con l’Italia. Dopo tanti annunci la firma continua a non arrivare e la politica, anche in maniera bipartisan, si interroga sui motivi. Ne conoscete i contenuti? Quali sono i pro e i contro della firma e il ritardo quali conseguenze ha?

    La politica ci ha illustrato il contenuto della convenzione contro le doppie imposizioni. Abbiamo fatto osservazioni su alcuni punti che riteniamo critici. Non conosciamo ancora l’accordo in materia finanziaria, ma confidiamo che durante la stesura siano state tenute in considerazione anche le esigenze di parte sammarinese. La firma degli accordi con l’Italia è fondamentale perché siamo all’interno del suo territorio. Avere buoni rapporti è una condizione essenziale. Le regole da approntare devono essere ispirate al rispetto reciproco e gli operatori devono essere posti nelle condizioni di conoscere le norme e le condotte che devono essere osservate. Perché la firma non sia ancora arrivata è un mistero. Considerando l’impegno profuso dal governo sammarinese, posso immaginare che i problemi riguardino la Repubblica italiana. Non credo si possano fare giochi di forza. San Marino ha dato segni di grande disponibilità. Sono stati compiuti passi che per gli operatori sono gravosi. Adesso occorre superare le ragioni politiche che hanno spinto l’Italia a ritardare la firma.

    Veniamo allo scudo fiscale ter. I suoi effetti sembrano destinati a tradursi in una fuga di capitali. Il presidente di Banca Centrale, Biagio Bossone, ha dato le prime cifre. Circa 339 milioni di euro già scudati, di cui il 22% con il rimpatrio giuridico. Anche se l’acme si aspetta per novembre. Voi, come associazione, avete chiesto aiuto ai professionisti italiani. Siete preoccupati? Cosa rischia il sistema finanziario sammarDello scudo avremmo fatto volentieri a meno. L’impatto sarà significativo, ma, come in passato, siamo preparati ad affrontarne le conseguenze. Abbiamo approfondito le varie questioni anche con partner italiani, allo scopo di favorire ed assistere il cliente nelle sue determinazioni. Se decide di “scudare”, certo non glielo impediremo. Non è nostra intenzione frapporre ostacoli. Vogliamo che il cliente faccia la scelta migliore. Valutiamo le condizioni di ciascun cliente e forniamo al cliente ogni elemento di valutazione. Molti operatori italiani stanno favorendo il rimpatrio di capitali. In una logica esclusivamente di mercato, si comprende perche alcune banche italiane siano disposte a finanziare il 5% del capitale scudato. Insomma, anticipano al cliente l’imposta. Ognuno opera come meglio crede. L’interesse della banca italiana è evidente: cercano di avere più liquidità e, per ciò, una maggiore redditività. Noi invece poniamo al centro delle nostre iniziative l’interesse del cliente. In ogni caso è il cliente che deve decidere.

    Negli ultimi sei mesi le regole nel campo finanziario hanno subito una vera e propria rivoluzione nella direzione della trasparenza. Perché un italiano dovrebbe continuare a scegliere San Marino? Su quali prodotti o servizi scommetterete?

    In primo luogo bisogna ammettere che operare con l’Italia in modo preferenziale è stato un po’ il limite di San Marino. Il nostro mercato deve avere confini più ampi. Il futuro delle finanziarie sammarinesi è il mercato internazionale. Anche dopo le recenti riforme, l’interesse degli investitori verso San Marino resta elevato: abbiamo regole certe, siamo un Paese che contrasta fenomeni illeciti, forniamo sicurezza, professionalità, assistenza e certezza. San Marino ha una fiscalità equa e un sistema poco burocratizzato. In sintesi: San Marino offre strumenti, capacità, risorse di alto livello. I vantaggi sono evidenti.

    A questo proposito recentemente avete incontrato l’esecutivo che vi ha presentato i progetti di legge su trust e affidamento fiduciario. Basteranno? Avete avanzato al governo delle vostre proposte?

    I progetti di legge sui trust e sull’affidamento fiduciario sono molto interessanti. Da soli, però, non bastano. Ne dovranno essere presentati altri. Come finanziarie auspichiamo e ci stiamo impegnando per una riforma della normativa in materia finanziaria e fiscale. L’obiettivo è dare certezze al settore in un’ottica internazionale. È fondamentale presentarci con le carte in regola tanto a livello legislativo quanto operativo.

    Ultimamente si parla molto di Europa, tra Adesione all’Unione dei 27 o allo Spazio economico europeo. Qual è il vostro punto di vista?

    L’argomento va valutato con attenzione. L’adesione offre vantaggi perchè, ovviamente, riduce i possibili contrasti con gli stati membri. Occorre, tuttavia, chiedersi se per San Marino sia opportuno dotarsi dell’imponente apparato burocratico necessario per far fronte ai numerosi adempimenti imposti a ciascuno Stato dell’Unione. Ad esempio, se l’obiettivo è collocare prodotti e strumenti finanziari in Europa, non occorre recepire tutta la normativa dell’Unione, ma solo la parte di interesse. Bisogna avere le idee chiare sugli obiettivi da perseguire e, in relazione a questi, compiere i passi necessari.

    Malgrado l’uscita dalla grey list Ocse e dalla procedura rafforzata Moneyval, la strada per San Marino sembra ancora in salita. Lo dimostrano il recente blitz delle Agenzie delle entrate, il declassamento da parte dell’agenzia Fitch e il possibile blocco dei pagamenti Iccrea. Siete davvero sotto assedio?
    C’è stato un riconoscimento internazionale, con la promozione del Moneyval. È stata valutata positivamente sia la normativa che l’operatività. Gli organismi internazionali hanno dato atto che le norme esistono e sono effettive. Come finanziarie, già prima dell’ultima legge antiriciclaggio, rispettavamo le procedure e gli obblighi. Anche in occasione della valutazione del 2008, il Moneyval aveva riconosciuto che gli operatori sammarinesi avevano spontaneamente adottato procedure di monitoraggio in linea con gli standard internazionali. L’approccio ora si è raffinato e gli operatori si sono prontamente adeguati. Quanto al resto, è capitato un po’ di tutto. Mentre comprendiamo e condividiamo le iniziative destinate a perseguire fatti illeciti, esprimiamo preoccupazione e disappunto per quelle attività che tendono esclusivamente a colpire la sovranità e l’economia di San Marino. Molti degli attacchi sono strumentali e come tali non possono essere accettati. Occorre che San Marino reagisca, sia a livello politico che di Autorità centrali. Il nostro Paese dovrebbe rivendicare i numerosi successi ottenuti, l’ampia collaborazione offerta a livello internazionale, la qualità della normativa, dei controlli e i positivi risultati ottenuti. D’altro canto non è possibile che le misure rafforzate del Moneyval abbiano avuto conseguenze così pesanti per il Paese mentre la revoca disposta dallo stesso organismo non abbia ancora sortito effetti positivi.
    6 novembre 2009