San Marino. L’ecoblogger Letizia Palmisano dà i voti al Green Festival

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A distanza di un mese dalla prima edizione del San Marino Green Festival il giudizio della famosa ecoblogger, che non risparmia le critiche

Pensare globalmente e agire localmente. Questa frase, nella sua potenza, deve concretizzarsi nell’impegno quotidiano, da parte di ciascuno di noi, di lottare contro i cambiamenti climatici.

È inutile negarlo: nella sfida più importante di sempre, l’umanità è rimasta molto indietro, ma questo non è un buon motivo per arrendersi anzi deve essere uno sprone per non perdere ulteriore tempo. Non esiste, infatti, uno stato né un singolo individuo che possa permettersi il lusso di disinteressarsi del problema. Va peraltro osservato che, purtroppo, c’è chi sottovaluta il pericolo che corriamo anche perché, come capita spesso di fronte ad ogni cambiamento, almeno all’inizio, è necessario rivedere il proprio stile di vita ed affrontare una serie di sacrifici.

Questa è la filosofia che ha contraddistinto il primo San Marino Green Fest, una festa all’insegna dell’ecologia positiva del fare, della condivisione dei saperi e dei valori. È stata anche un’occasione per scoprire una San Marino diversa da quella che già tutti ammirano quando vengono in gita nella più antica Repubblica del mondo. Una edizione che è partita dal cuore della San Marino storica e ha raggiunto i luoghi bellissimi della campagna, ove i partecipanti hanno respirare la luce e l’armonia della natura.

Oltre 60 appuntamenti con sette mostre d’arte ed un ricco calendario Off: questo è stato il programma del Festival promosso dall’associazione culturale sammarinese Fuorigioco Network presieduta da Gabriele Geminiani che ne ha curato l’organizzazione. 

Già nei mesi precedenti al Festival erano stati organizzati dei piccoli eco-cantieri – che hanno previsto l’eliminazione della plastica dalle strutture sportive, l’adozione e la piantumazione di alberi – che hanno permesso di far conoscere l’evento ai cittadini, alle istituzioni e alle imprese sammarinesi. Un modo per fare comunità con una chiave unica per unirli: il green.

Nel corso degli eventi, l’arte ha svolto un ruolo da protagonista e gli artisti non si sono limitati ad essere creatori, ma hanno vestito i panni di ciceroni accompagnando le scolaresche nei percorsi creativi e cercando di sollecitare la curiosità dei bambini.

Il bilancio dell’iniziativa è quindi estremamente positivo considerato l’apprezzamento dimostrato dai cittadini e dalle istituzioni della piccola Repubblica e del circondario nonché dagli sponsor che hanno confermato il loro interesse a supportare anche l’edizione del prossimo anno.

I punti negativi che ho ravvisato sono il fatto che non avendo un mezzo proprio non sono riuscita a vivere di più il festival e immagino che il problema possa riguardare anche altri visitatori. Visto che vi erano volontari il suggerimento, per il futuro, è di ipotizzare del “car pooling” tra partecipanti o coi volontari per permettere alle persone di arrivare al podere e viceversa.

L’altro aspetto è capire se sia possibile prediligere – al posto di Palazzo Graziani – appuntamenti all’aperto dato il flusso di persone e il periodo dell’anno.

Gli organizzatori hanno tenuto comunque a ribadire che l’attività del Festival non si esaurisce, ma è tuttora vitale grazie a diversi progetti in atto e a molti altri verranno a breve avviati.

Proprio per questo San Marino Green sta cercando una “casa” nella quale gli attivisti possano incontrarsi e lavorare, nonché nuovi volontari e sponsor per portare avanti nuove ed entusiasmanti sfide e l’edizione 2020.

Letizia Palmisano

Ecoblogger e giornalista ambientale

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