San Marino. L’Espresso sul console di Doha

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  • Parliamo oggi del console di Doha (nominato con delibera del maggio 2018) Omar Vittone. Ci riferiamo in questo caso a quanto pubblicato da L’Espresso nell’edizione di domenica 1 dicembre in un articolo a firma Gianfrancesco Turano dal titolo “Spy story in autostrada. L’Italia va a pezzi? No problem: Anas arruola un uomo di Gladio per investire in Qatar, India e Russia. Totale: 40 milioni persi e un’indagine in procura” “Quando – si legge – in Anas pensavamo di avere visto tutto, fra viadotti controllati, scandali giudiziari, tangenti e nepotismo sistematico, ecco arrivare la spy story. Lui si chiama Vittone, Omar Vittone, e prima di diventare lo strapagato deputy manager di Anas international Qatar con un mensile di 93mila riyal (circa 23 mila euro) più alloggio era un veterano delle missioni militari in Iraq, Afghanistan, Libano ed è tuttora il rappresentante per Piemonte e Valle d’Aosta dell’associazione volontari di Stay behind, la rete costituita dai servizi segreti Usa e italiani meglio nota come Gladio, ufficialmente sciolta nel 1990”. Prosegue l’Espresso: “A marzo del 2012 debutta nel mondo delle concessionarie come amministratore del Rav, il raccordo autostradale della Val d’Aosta gestito da Atlantia. La Stampa titola: alla Rav serve il reduce dell’Iraq, sottolineando che Vittone fa parte dell’associazione volontari di Stay behind definita ‘discussa formazione paramilitare top secret’ (…) terminato il mandato in Rav, nel maggio 2015 Vittone diventa presidente della società del traforo del Monte Bianco controllata dalla regione. Il consigliere Alberto Bertin trova da eccepire sulle qualifiche professionali nel mondo autostradale dell’esperto di intelligence, tanto più che Vittone ha amministrato Rav vivendo in Guinea Conakry dal 2011 al 2014. Il governatore Augusto Rollandin, condannato in primo grado a quattro anni e sei mesi per corruzione a marzo di quest’anno risponde che Vittone era nel paese africano ‘per collaborare a progetti di volontariato’”. Destinato nel novembre del 2017 all’Atg di Doha, ecco cosa avrebbe messo in luce il parere pro veritate chiesto da Aie: “Vittone non ha in effetti mai operato in Qatar non avendo conseguito il necessario ID (documento di identità locale)”. Prosegue L’Espresso: “Forse a San Marino non lo sanno perché il 14 maggio 2018 il Congresso di Stato della Repubblica del Titano nomina Vittone console onorario in Qatar e la camera di commercio locale lo delega agli affari internazionali con l’obiettivo di partecipare agli appalti del Mondiale 2022. A San Marino Vittone, che fa parte dell’Icrim, il centro di ricerca sul management della Cattolica, organizza incontri tra l’ateneo e il segretario allo sport per inserire la piccola repubblica nella summer school in football stadia management, non proprio una priorità visto che l’impianto maggiore del Titano, ribattezzato San Marino Stadium, ha una capienza intorno ai 5 mila posti”. Per tirare le fila, “il rapporto di lavoro fra l’esperto di intelligence e Aie si conclude il 30 maggio 2018 su decisione di Magrì al quale oggi Anis rimprovera di non avere osservato “le procedure interne di selezione del personale”. Ecco una bomba reputazionale pronta a scoppiare in faccia alla Repubblica nella speranza che possa essere disinnescata dai protagonisti.