Siamo il Paese dei due pesi e due misure. Qualche anno fa quando un celebre imputato “giocò” sulle ricusazioni del giudice per dilatare i tempi di un processo e portarlo magari a prescrizione ci fu una sollevazione popolare, con tanto di intervento statale per cambiare la legge. L’imputato venne pubblicamente censurato così come i suoi legali. Oggi è stata addirittura Banca Centrale – che rappresenta lo Stato – ad assumere un comportamento processuale nel caso Asset più degno di ben altri soggetti. C’è poco da dire visto che è stato poi lo stesso Giudice a sottolineare questi gravi fatti. Partiamo da questa premessa per scrivere e rivolgerci direttamente all’attuale Presidente del massimo organo di vigilanza, Catia Tomasetti. A lei chiediamo di dare finalmente un messaggio positivo e soprattutto educativo alla cittadinanza dopo gli ultimi ignobili eventi. Vedere lo Stato che ricusa un suo Magistrato rappresenta un vulnus tale che qualsiasi persona oggi può sentirsi quasi in dovere di farsi beffa delle Istituzioni. Per non parlare di tutto il resto emerso dall’ordinanza sul caso titoli e dalle ultime sentenze che hanno annullato l’amministrazione straordinaria e la liquidazione coatta amministrativa di Asset. Chi ha avuto la pazienza di leggere quelle 160 pagine ha ben compreso come la chiusura sia stata pilotata da una cricca e siamo certi che ben presto emergerà da chi erano manovrati questi “signori” per quanto anche ora appaia piuttosto chiaro. Sul punto aggiungiamo che a quanto abbiamo appreso, un “incentivo” alla accelerazione di questo processo sta arrivando proprio in questi giorni attraverso nuove iniziative giudiziarie – non solo a San Marino – che potrebbero creare un ulteriore terremoto. Su questo torneremo più avanti. Sino ad oggi la flebile difesa del governo in tutta la vicenda che ha messo i sammarinesi in brache di tela è stata fare lo scaricabarile verso Banca Centrale. Ha visto Presidente Tomasetti che fine hanno fatto i suoi predecessori? Sono stati utilizzati, difesi e lodati, infine cacciati via con sdegno quando non servivano più alla causa. Vuole fare la stessa fine e dare indirettamente sostegno alla cricca? Vuole essere correa di questa ingiustizia? Dell’espropriazione di una banca e del crollo dell’economia del Titano? Perché appellare le sentenze su Asset significa solo amplificare i danni al sistema. Capiamo perfettamente che l’Ente che lei guida debba tutelarsi. Cominci allora a fare quello che non hanno mai fatto i suoi predecessori – fatti questi peraltro censurati nella sentenza Pasini – e chiami al tavolo della trattativa i soci di Asset cercando con loro una soluzione. Perché al netto di tutte le valutazioni il dato di fondo è che queste persone sono dalla parte della ragione. In seconda battuta per tutelare la sua persona e soprattutto lo Stato faccia ancora una volta quello che il governo evidentemente non può fare (presto capiremo perché) ovvero assuma le conseguenti azioni giudiziarie in tutte le sedi – anche penali – contro i suoi predecessori. Sa perché ci permettiamo di scrivere queste cose? Perché un uccellino ci ha detto che le hanno suggerito di fare come ha fatto questo governo per provare a scriminarsi con la vicenda della cessione dei crediti Delta, ovvero chiedere pareri. L’assunto secondo i grandi giuristi della maggioranza sarebbe quello che ad assumersi le responsabilità in questo caso sarebbero le varie società che avrebbero certificato la bontà delle operazioni di (s)vendita. Ci dicono infatti che Banca Centrale abbia chiesto pareri a “professoroni” (e giù altri soldi dei sammarinesi) per sapere se le sentenze su Asset possano essere appellabili. Si vuole dare una sponda a questo governo e maggioranza donandogli un po’ di respiro? E’ un modo ancora una volta per fare lo scaricabarile, guadagnare magari altro tempo e provare così a rinviare ulteriormente il problema aggravandolo? Massì tanto alla fine pagheranno i sammarinesi eventuali nuovi errori, no? Magari con un’altra patrimoniale, con altre tasse o con i soldi del Fondo Monetario! Presidente Tomasetti, dimostri di essere indipendente dalla politica, perché già la “sua” decisione di avviare azioni di responsabilità contro gli ex vertici di Asset prima di conoscere le sentenze amministrative, sono alla luce proprio di quelle sentenze un boomerang: non aggiunga l’ulteriore beffa al danno già ingentissimo. Dimostrate sia lei che il governo – se potete – che per davvero non avete nulla a che vedere con la cricca. Qualche giorno fa il nostro giornale ha titolato “E’ partito il si salvi chi può”. Non è stato fatto a caso perché c’è chi sta trattando la propria “resa”, persino “svendendo” il vicino di casa. E nel frattempo alcune indagini stanno andando avanti e nuove si apprestano a partire. La legislatura è ormai giunta al capolinea perché gli ultimi colpi inferti al Paese rappresentano la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ne siamo ormai certi: tutto è iniziato con Asset, tutto finirà con Asset.
Repubblica Sm