Sono una sua lettrice che sente il bisogno di esprimere liberamente le proprie preoccupazioni nell’assoluto anonimato in quanto rischierei di mettere in difficoltà la mia posizione.
Alla luce degli ultimi avvenimenti geofisici mi sono informata sulla situazione di molti edifici pubblici della nostra meravigliosa Repubblica. Pare che la maggior parte di questi non siano minimamente antisismici e che su molti di essi non siano mai state eseguite perizie adeguate e nemmeno modifiche strutturali. Scuole, supermercati, chiese, uffici, centri sportivi e ricreativi possono non essere sicuri. Esempio lampante è l’ospedale di Stato, grande fulcro del nostro Paese, in cui gran parte della nostra popolazione si reca quasi quotidianamente, pare non sia assolutamente sicuro. Cosa allucinante è che pare che di ciò siano ben a conoscenza coloro che dovrebbero avere a cuore la gestione e la tutela della sanità e quindi del nostro ospedale. Imbarazzante direi!!!
Alla luce delle ultime scosse di terremoto violentissime che stanno continuando a martoriare regioni, paesi e servizi pubblici non molto lontano da noi è che sembrano non terminare come ci si augurava, mi chiedo cosa stiamo aspettando a verificare le nostre strutture ed eventualmente a fare qualcosa di consistente e rapido per mettere al sicuro i nostri cittadini. Non dobbiamo aspettare le disgrazie prima di fare qualcosa!!!! Purtroppo la natura non aspetta e non risparmia nulla, per cui è inutile andare nel panico ma sarebbe davvero utile capire cosa poter fare in tempi rapidi ed utili per la salvaguardia del nostro paese.
Il mio appello va quindi alle istituzioni: la sicurezza è come l’aria. Bisogna provvedere nell’immediato a garantire piani di evacuazione, edifici sicuri, scale antincendio e vari presidi che possano aiutare i lavoratori, clienti, assistiti e cittadini in ogni luogo, in modo che tutti possano essere sicuri e tranquilli in ogni momento della giornata. Tutto ciò sarà possibile solo grazie a controlli e verifiche appropriate.
Non aspettiamo la disgrazia! Muoviamoci e chiediamo le perizie dovute.
Carissimo direttore, la ringrazio come sempre.
Una cittadina che ama il suo paese.