L’evento politico più atteso dell’anno non ha deluso. Ho avuto anche questa volta l’opportunità di condurre la festa dell’Amicizia della Dc, godendo in questo modo un punto di vista privilegiato per poter esprimere alcune considerazioni. In primo luogo ciò che è saltato immediatamente all’occhio è stata la folta presenza di pubblico. Una Dc insomma in grande spolvero: era da tante edizioni che non si assisteva ad una presenza tanto massiccia di sammarinesi. Se pensiamo anche allo spauracchio del covid, il Segretario Venturini può essere più che soddisfatto. Viene così confermato sul campo l’ottimo risultato elettorale ottenuto lo scorso dicembre. L’umore del popolo, anche scambiando qualche parola in giro, è sembrato tutto sommato buono: ci si rende perfettamente conto che se i risultati del governo non sono proprio quelli attesi, molto è dipeso dalla crisi mondiale causata dal coronavirus. Insomma la compagine governativa pare ancora godere di un vasto credito. Forse una considerazione che non vale per tutti i sammarinesi, ma sicuramente per gli elettori del Santo. Un credito del quale la Dc deve fare tesoro e cominciare a macinare risultati tangibili. Ma arriviamo alle serate politiche, senza soffermarsi troppo sui contenuti dei quali in rete si possono trovare i vari resoconti. Piuttosto proviamo a tirare alcune somme a livello politico. Durante il primo appuntamento, nel quale si è parlato della San Marino del futuro, erano presenti categorie economiche e rappresentanti dell’esecutivo. Ciò che ha maggiormente colpito è l’unità di intenti dimostrata da tutte le parti in causa. Montanari (Cdls), Vagnini (Anis), Battistini (Unas), rappresentanti del mondo reale, coloro che toccano con mano i problemi, hanno dato come sempre prova di una grande lucidità. Nessun libro dei sogni, ma richiesta di condivisione delle scelte per poter tutti insieme provare ad uscire da una situazione molto difficile. La responsabilità emersa dovrebbe rappresentare per l’intera classe politica uno stimolo e uno sprono. Ci auguriamo davvero che al contrario di quanto accaduto in passato il governo possa ascoltare le categorie ed assecondarle. Al tavolo i Segretari Gatti, Lonfernini e Canti hanno provato a scandire una agenda concreta. Non possiamo certamente sapere se le idee messe in campo dal governo saranno vincenti. Ma almeno si intravede una direzione e la volontà di andare avanti con risolutezza. D’altra parte a chi governa è chiesto di ascoltare tutti e poi di prendere le decisioni, assumendosene la responsabilità. La seconda serata dedicata all’accordo di associazione all’Unione Europea è stata particolarmente partecipata. Al tavolo erano presenti anche i rappresentati delle opposizioni. Anche in questo caso alle schermaglie dei comunicati stampa, delle accuse e contro accuse che fanno parte del “gioco” politico, ha fatto da contraltare la concretezza dei presenti. E nelle decisioni che contano evidentemente il Consiglio è pronto a fare quadrato. Tutti d’accordo nel procedere spediti verso l’Europa, ma anche grande, grandissimo rispetto dei sammarinesi nel momento in cui i Segretari Beccari e Righi hanno rilanciato la possibilità, a momento debito, di poter lasciare l’ultima parola alla cittadinanza attraverso il referendum. Beccari e Righi, rappresentanti dell’esecutivo, i quali hanno ben figurato non solo per padronanza tecnica su temi non proprio agevoli, ma anche e soprattutto per la capacità di comunicare alla gente le intenzioni del Congresso di Stato in campo economico, con un occhio alla innovazione e alle nuove tecnologie, passando non solo e non necessariamente dall’Italia e dall’Europa, ma guardando anche oltre, verso mercati che fino ad oggi non sono stati sfruttati appieno. Un ultimo accenno lo vogliamo dedicare agli ospiti. Oltre a tanta gente, ai sammarinesi, è spiccata la presenza di Consiglieri e rappresentanti di tutto il panorama politico, con i quali è stata colta l’occasione per fare il punto “ufficioso” della situazione. A quasi un anno dalle elezioni politiche insomma, inframezzate dallo tsunami della pandemia mondiale, possiamo parlare di un governo unito e, come si dice, sul pezzo e impegnato a creare le condizioni per rilanciare il Paese. La parola d’ordine deve essere quella della condivisione e della trasparenza nelle scelte e decisioni: non sarà facile, ma se invece che chiudersi all’interno delle varie Segreterie, vi sarà un fattivo ascolto delle istanze delle categorie e dei cittadini, i risultati potranno essere positivi.
David Oddone