San Marino. L’ex n.1 di Asset Banca, Stefano Ercolani: “Aspetto di tornare al mio posto”. L’intervista di Repubblica Sm

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La vicenda Asset Banca si è conclusa con la liquidazione coatta amministrativa e il successivo assorbimento dell’istituto da parte di Cassa di Risparmio. Ciononostante per molti aspetti si tratta di una partita rimasta sospesa perché si attende ancora che il Tribunale si esprima. Le persone poi non hanno smesso di interrogarsi sul perché così all’improvviso si sia staccata la corrente ad Asset Banca. Abbiamo allora posto alcune domande all’ex Presidente dell’istituto che si è sempre reso disponibile a cercare di fare chiarezza.

Dott. Ercolani, ha ancora voglia di parlare di quel che è accaduto? E soprattutto crede che continuando a parlarne la situazione potrà migliorare?
“Volentieri. Parlarne per far capire anche alle gente comune cosa realmente è successo è un dovere civico”.
Le è stato accollato il ruolo di manager disattento. A quanto ammonta il buco di Asset? E soprattutto si può paragonare a quello, enorme, di Cassa di Risparmio?
“Non esiste un’entità di buco. Chi valuta i crediti ha una discrezionalità enorme. Dipende da come si vuol approcciare il problema. Lo sa tutto il mondo bancario. Questo vale anche per l’eventuale buco di Cassa”.

Lei ha detto più volte che la situazione di Asset Banca non era diversa da quella delle altre banche e che anzi sotto certi aspetti la banca che lei guidava era la più solida di tutte. Perché allora la nave Asset è affondata per prima? Contro quale iceberg si è scontrata?
“Confermo. Asset non era assolutamente diversa dalle altre. Anzi. La volontà di creare un caso scolastico di applicazione del massimo rigore a dispetto della realtà dei fatti è sotto gli occhi di tutti. L’iceberg è la dimostrazione a tutti i costi dell’applicazione di principi che nessuna banca di San Marino può sopportare”.

Che cosa succederà agli altri istituti della Repubblica?
“Devono augurarsi di non incappare in valutatori incompetenti che provano piacere a distruggere e che non applicano le normative attuali sammarinesi”.

Il Tribunale si è sempre espresso in favore di Asset Banca ma ciò non ha impedito che l’istituto venisse assorbito da Cassa di Risparmio. E’ ancora fiducioso che le cose possano cambiare ottenendo un giusto risarcimento?
“La verità verrà a galla. Non si è mai vista una banca centrale che non si ferma di fronte al Tribunale. Chiederemo i danni per il tentativo di far chiudere Asset violando le più elementari leggi bancarie”.

In tutti questi anni lei ha dato un contributo importante creando posti di lavoro e investendo soldi sul territorio in termini di liberalità e opere che sarebbero dovute diventare punti di riferimento anche sotto il profilo della cultura. Le persone in cui ha creduto e che hanno creduto in lei le sono rimaste accanto?
“È una questione culturale. Tantissimi si sono comportati come opportunisti a cui nella vita tutto è dovuto. Saranno i più delusi di questa brutta storia. Sono persone abituate soltanto a guardare la punta delle proprie scarpe. Guardo piuttosto ai tanti segnali di fiducia che mi arrivano ogni giorno dai correntisti e dal mondo dell’imprenditoria, essi mi chiedono di non mollare, convinti che il progetto Asset non debba morire”.

Qual è fra tutte la cosa che l’ha colpita più duramente?
“Vedere le istituzioni preposte così incompetenti, per non dire peggio, tanto da permettere a dei dilettanti presenti e passati di abusare del proprio potere, farlo diventare forte, lasciare che esso potesse decidere le sorti di una banca e di un Paese distruggendoli in così poco tempo. In ogni caso lotterò per ritornare in possesso del maltolto anche per evitare che si creino in futuro situazioni analoghe”.

Con lei se la sono presa tutti: la maggioranza che sintetizza nella sua propria persona ogni sorta di reato possibile e immaginabile e l’opposizione che di recente l’ha definita vittima non certo incolpevole. Si è fatto un’idea del perché?
“Non sanno come funziona una banca. Un uomo solo Presidente che sia non può comandare in banca senza essere controllato da organi di controllo di primo secondo e terzo livello”.

E’ difficile immaginare che uno come lei possa starsene con le mani in mano e che non abbia già progettato il futuro. Che cosa farà?
“Aspetto di ritornare al mio posto per continuare progetti con Asset Banca. In particolare quello di una apertura di una filiale all’estero della Banca bocciata in questo ultimo anno senza motivazione e presentata pensate 4 anni fa. Forse non ci hanno capito…”

Olga Mattioli (Repubblica Sm)

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