Maestrini della politica, alcune volte con proposte intelligenti, ora, sempre più spesso travolti dall’involuzione polemica a tutti i costi. Così RF, gelosa, anzi gelosissima dei risultati che Libera sta ottenendo nel governo, non riesce a leggere al di là del proprio naso e critica i cambiamenti strutturali che stanno avvenendo in politica estera (riaffermazione del ruolo di neutralità attiva tesa a ottenere la pace), nella politica sanitaria (cambio radicale del vertice dell’Iss e scelte strutturate per un vero rilancio della medicina territoriale, della prevenzione e potenziamento del socio sanitario), nella dimensione sociale (legge per l’istituzione dell’ICEE e interventi dello Stato mirati alla condizione economica delle famiglie), nelle politiche della casa (con un intervento organico che consentirà alle giovani coppie, ma non solo, di acquistare o affittare casa a prezzi decenti), nelle istituzioni (con l’avvio dei lavori della commissione speciale con l’obiettivo di rendere più solida la nostra democrazia).
Al di là della gelosia, Libera è invisa a RF per il “peccato originale” di aver posto un argine alla galassia CIS, opponendosi radicalmente alla finta cessione ai fantomatici francesi.
Una cosa è vera, Libera ha aderito alla attuale maggioranza con serietà e responsabilità, rispettando gli impegni presi con gli elettori. Tra questi, uno dei punti chiave del programma è il rinnovamento della politica sanitaria, che aveva accumulato molti ritardi è alcuni difetti, ora invece la svolta è quella di perseguire le nuove linee di indirizzo socio-sanitarie per valorizzare e salvaguardare il nostro Ospedale.
Paradossalmente, chi rischia di “fare la fine di Rete” è proprio RF, che assomiglia sempre più alla prima versione di quel movimento, caratterizzata da attacchi strumentali e privi di sostanza. Ma mentre Rete sembra aver acquisito un pizzico di consapevolezza, RF la sta perdendo ogni giorno di più.
Probabilmente per RF la precedente gestione del nostro sistema socio-sanitario andava ancora bene, visto che sembrava conoscere nei dettagli le condizioni contrattuali del Direttore Generale, in carica fino al 2027. Ora, piuttosto che riconoscere il risultato politico ottenuto, RF si arrampica sugli specchi pur di attaccare Libera.
Libera – San Marino